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Serravalle di Chiènti

comune in provincia di Macerata (56 km), 647 m s.m., 95,81 km2, 1153 ab. (serravallesi), patrono: santa Lucia (13 dicembre).

Centro nell'alto bacino del fiume Chienti, si sviluppò lungo la statale nel tratto in cui la valle del Chienti di Gelagna scorre incassata in una ripida gola. L'origine storica del centro si collega alla romana Plestia, di cui non resta traccia. Il castello, già citato nel 1240, fu donato dalla Chiesa a Camerino, di cui seguì poi le sorti.§ Nella parrocchiale è un bel crocifisso in avorio del Seicento e affreschi di scuola umbra (sec. XV-XVI). Nei dintorni è la chiesa di Santa Maria di Pistia, con un'interessante cripta romanica del sec. XI. In località Acquapagana è l'abbazia di San Salvatore (sec. XIII). A San Martino è un vasto affresco di Paolo da Fermo, staccato dalla eremitica chiesa della Madonna del Sasso che conserva un Giudizio Universale. A Dignano nella chiesa di San Lorenzo vi è una tela della scuola del Perugino. A Cesi si trova il castello di Popola (1261); a Rocca di Sotto sono i ruderi di un castello dei Da Varano (sec. XIV). Nel 1997 fu colpito con tutta l'area dal terremoto. Nei dintorni sono state ritrovate una grotta di età paleolitica, ceramiche riconducibili alla civiltà appenninica e alcune tombe a incinerazione del Villanoviano.§ La ricchezza di pascoli e boschi ha indirizzato l'economia verso una prevalente attività di pastorizia e di silvicoltura.

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