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Silvèstro II

(al secolo Gerberto di Aurillac), papa (ca. 940-1003). Monaco benedettino nel monastero di Aurillac, perfezionò i suoi studi in Spagna a Vich (Catalogna). Nel 970 o 971 si recò a Roma dove l'incontro con l'imperatore Ottone I fu per lui decisivo. Papa Giovanni XIII gli affidò l'abbazia di Bobbio, dove fu a capo di una scuola presto famosa. Dal 972 al 983 fu a Reims, attivo consigliere dell'arcivescovo Adalberone, e vi ritornò dal 991 al 997. Nel 998 Gregorio V lo nominò consigliere privato dell'imperatore Ottone III, che nel 999 lo volle pontefice col nome di Silvestro. Appoggiò politicamente e ideologicamente l'imperatore nel suo sogno di un grande potere imperiale e nel 1001, coinvolto nella crisi politica che determinò la caduta di Ottone III, fu costretto a fuggire da Roma. Fra gli uomini più dotti del suo tempo, grazie anche alla sua conoscenza della cultura araba, fu autore di commenti ad Aristotele, a Porfirio e a Boezio e di un importante trattato: De rationali et ratione uti.

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