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Spender, Stephen

poeta e critico inglese (Londra 1909-1995). Contemporaneo e amico di C. D. Lewis, W. H. Auden, L. MacNeice, con essi, sotto l'egida di T. Eliot, contribuì al rinnovamento della poesia inglese. Il suo interesse per gli oppressi, di impronta liberale, trovò una colorazione politica socialista per un breve periodo negli anni Trenta (Forward from Liberalism, Oltre il liberalismo, venne stampato per il Left Book Club di Gollancz). Partecipò alla guerra di Spagna e l'orrore suscitato da quest'esperienza è presente nei Poems for Spain (1939). Nonostante l'impegno politico le poesie migliori di questo periodo riguardano soprattutto esperienze soggettive. Il suo forte impulso lirico, unito a un'esigenza morale e a un linguaggio rigoroso, è percepibile in The Still Centre (1939; Il centro immobile), Ruins and Visions (1942; Rovine e visioni), The Edge of Being (1949; Il margine dell'esistenza). Dal 1955 S. si dedicò prevalentemente all'attività saggistica: The Making of a Poem (1955; La creazione di una poesia), The Struggle of the Modern (1963; Moderni o contemporanei?), Love-Hate Relations (1974), sulle relazioni culturali fra inglesi e americani, che fanno seguito ai precedenti saggi The Destructive Element (1936; L'elemento distruttivo), The Creative Element (1953; L'elemento creativo). World within World (1951; Un mondo nel mondo) è la sua autobiografia. Una miscellanea storica e autobiografica è Memoirs: The Thirties and After (1978; Memorie: Gli anni Trenta e successivi). Ricordiamo inoltre i Collected Poems 1928-1985 (1985), che offrono una visione globale della sua arte poetica, e gli interessantissimi Journals 1939-1983 (1987; Diari 1939-1983, 1993). Negli ultimi anni di vita fu protagonista di una dura polemica con lo scrittore D. Leavitt, accusato di plagio per aver ricalcato in un suo romanzo un capitolo dei Journals sulla guerra civile spagnola.