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Sulpìcia

(latino Sulpicía). Poetessa latina (sec. I a. C.); non si hanno notizie dirette della sua vita. Forse fu nipote del giureconsulto Sulpicio Rufo, figlia di una sorella di Messalla Corvino, di cui divenne pupilla dopo la morte del padre, entrando anche nel circolo letterario animato dallo stesso Messalla. Ci restano di Sulpicia 6 brevi elegie, in tutto una quarantina di versi, annesse al corpo delle opere di Tibullo (libro III, n. 13-18): poesie sincere di una fanciulla innamorata, interessanti anche per la storia del costume nella Roma dei primi anni dell'impero.