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Tchikaya U Tam'si, Gérald Félix

poeta congolese di lingua francese (Mpili 1931-Bazancourt, Francia, 1988). Giunto in Francia nel 1946 col padre, deputato del Medio Congo all'Assemblea Nazionale francese, vi si stabilì. Funzionario all'UNESCO, è uno dei poeti più significativi e fecondi della generazione postnegritudine. Svincolatosi presto dai modelli simbolisti, deve molto ai surrealisti, a A. P. Čechov e a A. Césaire, pur restando originale creatore di liriche allucinate, vive, rapide, istantanee come certe immagini cinematografiche, trasfiguratrici dell'intima realtà africana in una magica atmosfera d'angoscia. Ha pubblicato le raccolte di versi Le mauvais sang (1955; Il cattivo sangue), Feu de brousse (1957; Fuoco di boscaglia), À trichecœur (1958; A bara-cuore), Epitomé (1962), Le ventre (1964), L'arc musical (1969), La veste d'intérieur (1977), Le pain ou la cendre (1978); un volume di racconti della sua terra, Légendes africaines (1968), e i drammi Le Zulu (1976), Le Zulu suivi de Vwène le fondateur (1977), Le destin glorieux du Maréchal Nnikon Nniku (1979) e Le bal de N'Dinga (1988). Ha tentato, inoltre, con successo anche la narrativa, scrivendo romanzi dallo stile onirico come Les Cancrélats (1980), Les Méduses (1982), Les Phalènes (1984) e Ces fruits si doux de l'arbre à pain (1986).

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