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Tempèsta, La-

(The Tempest). Ultimo dramma compiuto di W. Shakespeare composto nel 1611-12. Opera di altissima ispirazione, priva di vera fonte e di impianto unitario, si svolge nell'isola solitaria dove Prospero, duca di Milano spodestato dal fratello Antonio, si è rifugiato allevando la figlia Miranda. Con le sue arti magiche Prospero soggioga Calibano, creatura terrena a livello preumano, unico abitante dell'isola, e costringe ai suoi servigi Ariele, spiritello dell'aria. Fatto naufragare nell'isola Antonio con altri cortigiani, Prospero lo obbliga a pentirsi alla fine di un intreccio ricco di trame e sorprese, che si conclude col matrimonio di Miranda e Ferdinando, figlio del re di Napoli, che è stato per lei il mezzo della scoperta del mondo. Gli episodi farseschi e i colpi di scena non intaccano la leggiadra aria di fiaba che spira nell'isola, né l'idillio dei due giovani, né la gioia di Ariele che riacquista la libertà. Il tema della riacquistata serenità e della riconciliazione, tipico dell'ultimo Shakespeare, raggiunge qui accenti di grazia quasi ultraterrena. In Prospero che spezza la bacchetta magica alla fine del dramma si è visto il simbolo di Shakespeare che abbandona la penna, e se oggi si tende a vedere in Calibano una prefigurazione del destino degli aborigeni conculcati e acculturati, ciò non getta ombra su uno dei drammi più poetici e rarefatti di Shakespeare, in cui egli esplora i motivi più profondi dell'esperienza terrena e spirituale dell'uomo e dà voce ad alcuni dei più alti momenti del suo canto. § Frequenti le rappresentazioni, soprattutto nel teatro inglese, dove ebbero per lungo tempo cittadinanza adattamenti firmati da J. Dryden e W. Davenant (1667) e da D. Garrick (1756). Tra le rappresentazioni italiane si ricordano quelle dirette da G. Strehler nel 1948 e da V. Puecher nel 1975. Da segnalare, inoltre, la suggestiva e originale trasposizione cinematografica ad opera di P. Greenaway (Prospero's Book, 1991).

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