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Usèllus

comune in provincia di Oristano (36 km), 289 m s.m., 35,10 km², 933 ab. (usellesi), patrono: san Bartolomeo (24 agosto).

Centro situato alle pendici nordoccidentali della Giara di Gesturi; è compreso nel Parco Geominerario della Sardegna. L'antica Iulia Augusta Uselis, colonia romana ricordata da Tolomeo e in una tavola bronzea del sec. II, sorse in un territorio dove furono attivi dal VI millennio a. C. giacimenti di ossidiana. Nel Medioevo (sec. XI) fu capoluogo della curatoria di Parte Usellus, nell'ambito del Giudicato d'Arborea. Abolito il giudicato (1410), entrò a far parte dei possedimenti dei marchesi di Oristano e, in seguito alla confisca a Leonardo Alagon, fu incorporato nella Contea di Quirra (1485). Nel sec. XVIII passò agli Osorio de la Cueva, che lo tennero fino al suo riscatto nel 1839.§ Nel centro storico sono ancora visibili antiche abitazioni con i caratteristici portali e loggette (lollas). La parrocchiale di San Bartolomeo (sec. XVIII) è in conci di marna giallastra.§ L'agricoltura produce uva (vini DOC), olive, frutta, cereali e foraggi. Si praticano l'allevamento ovino, caprino e bovino e le attività di sfruttamento dei boschi (raccolta del sughero e del legname); inoltre sono presenti aziende edili e della lavorazione del legno e del sughero.§ La chiesa settecentesca di Santa Reparata sorge su un colle alla periferia del paese, sul luogo dell'antica Uselis, di cui sono visibili resti delle fondamenta di alcuni edifici. Nella frazione di Escovedu sono la parrocchiale di Sant'Antonio da Padova e la casa padronale dei Prinzis (sec. XVIII).

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