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Vadeboncœur, Pierre

scrittore canadese di lingua francese (Strathmore, Québec, 1920). Considerato uno dei maestri dell'autonomia culturale del Québec, si segnala con vari saggi, come La ligne du risque (1963) e L'autorité du peuple (1965) in cui propugna un federalismo socialista, prima di aderire al movimento indipendentista con La Dernière Heure et la Première, in cui il nazionalismo viene tuttavia temperato da un autentico umanesimo. Notevoli le successive polemiche per la salvaguardia dell'identità culturale del Québec di Un génocide en douce (1976) e To be or not to be (1980). Nel 1970 ha esordito nella poesia con Un amour libre e Les deux Royaumes, in cui si esaltano il potere dello spirito e i valori delle culture umanistiche. Altre opere, improntate a un tono sempre più personale, sono Trois essais sur l'insignifiance (1983), L'Absence (1985), Le Bonheur excessif (1992), e Vivement un autre siècle (1996), in cui il concetto di “libertà creatrice” della parola si coniuga con quello di azione politica, intesa come luogo privilegiato d'affermazione ed evoluzione collettiva.

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