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Visso

comune in provincia di Macerata (67 km), 607 m s.m., 99,89 km², 1177 ab. (vissani), patrono: san Giovanni Battista (24 giugno).

Centro posto alla confluenza del torrente Ussita e del fiume Nera; è compreso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Di origine antica, fu municipio romano; dal sec. VIII al sec. IX fece parte del gastaldato di Pontano, poi fu libero comune, soggetto alla Chiesa, al Ducato di Spoleto, ai Da Varano. Di proprietà di Francesco Sforza nel 1434, venne riconquistato definitivamente alla Chiesa da Niccolò Piccinino e da Alfonso d'Aragona.§ Del suo passato rimane un assetto urbanistico ben conservato sull'impianto dei sec. XV-XVI. Notevoli il Palazzo dei Governatori (sec. XII), il Palazzo dei Priori (del 1482, ora sede municipale), la torre e le mura della rocca. Altri monumenti importanti sono la collegiata romanico-gotica di Santa Maria (sec. XII-XIV), la chiesa di San Francesco (sec. XV) e quella di Sant'Agostino (sec. XIV), ora sede del museo-pinacoteca, che conserva preziosi oggetti di arte sacra e affreschi staccati di Paolo da Visso e Orazio Gentileschi. Nei dintorni sorge il santuario di Macereto (sec. XVI), eretto su modello bramantesco.§ È un frequentato centro turistico sia per l'escursionismo estivo sia per gli sport invernali, con impianti specializzati e insediamenti alberghieri e ricreativi. Rilevanti sono anche la pastorizia, la produzione casearia e di insaccati, la raccolta del tartufo.

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