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Vitorchiàno

comune in provincia di Viterbo (9 km), 285 m s.m., 29,83 km², 3214 ab. (vitorchianesi), patrono: san Michele (7 maggio).

Centro alle falde settentrionali dei monti Cimini. Di origine etrusca, fece parte del ducato romano fino al 730, passando poi alla Chiesa. Fortificato e cinto di mura nel sec. XII, rimase sempre fedele a Roma nelle guerre contro Viterbo.§ Il borgo medievale è ancora protetto dalle mura con torri; vi si trovano le chiese di Santa Maria, del sec. XIV ma poi rimaneggiata, con un portale e un campanile gotico, interno a tre navate, con fonte battesimale rinascimentale; di San Nicola, antica costruzione rifatta più volte, con interno a una navata e affreschi dei sec. XVI-XVII; di Sant'Amanzio con affreschi viterbesi. Nella piazza principale sono la Fontana del Fuso (sec. XIII) con vasca finemente decorata, la torre dell'Orologio e il Palazzo Comunale (sec. XV) nel cui archivio si conservano una pergamena del Duecento e altri preziosi manoscritti.§ L'economia si basa sull'agricoltura, dove prevalgono la raccolta di castagne, la coltivazione di nocciole, olive e uva, e sulle cave di peperino con imprese di indotto e trasformazione, a cui si affiancano aziende metalmeccaniche e di lavorazione del legno. Rilevante il turismo naturalistico nei folti boschi della zona.

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