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Wallenstein

trilogia drammatica di F. Schiller, composta nel 1798-99, rappresentata per la prima volta a Weimar nello stesso periodo. È ispirata a vicende della guerra dei Trent'anni, cui Schiller aveva già dedicato un'opera storica. Il Wallensteins Lager (Il campo di Wallenstein) serve d'introduzione a I Piccolomini, in cui si delinea il conflitto fra il condottiero Wallenstein, che aspira alla corona di Boemia, il giovane idealista Max, fidanzato di sua figlia Tecla, e il padre di Max, Ottavio Piccolomini, che trama contro Wallenstein. Nella terza parte, Wallensteins Tod (La morte di Wallenstein), il protagonista deve fare esperienza di quanto limitata sia la libertà d'azione di un grand'uomo, quanto ingannevole l'astrologia cui si era affidato e quanto pericolosa l'indecisione, e cade per mano di sicari imperiali, mentre il giovane Max cerca la morte in battaglia. La trilogia, che è in pentapodiegiambiche (Blankverse), ebbe un clamoroso e immediato successo. La sua durata e le difficoltà della messa in scena fecero sì che si rappresentasse e si rappresenti tuttora più di rado delle altre tragedie schilleriane.