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Wang Meng (scrittore)

scrittore cinese (Pechino 1934). È entrato a far parte giovanissimo del P.C.C., mantenendo però fin dagli inizi una posizione estremamente critica nei riguardi della linea del partito. Alla sua esperienza di militante sono dedicati i primi romanzi, Viva la gioventù (1953) ed È arrivato un giovane alla sezione organizzazioni (1956), atto d'accusa contro il processo di burocratizzazione del movimento maoista. Costretto all'esilio e poi riabilitato, all'inizio degli anni Ottanta ha ripreso l'attività narrativa con i racconti L’aquilone (1980) e La farfalla (1980). Successivamente Wang Meng ha pubblicato Pensieri vaganti nel Tibet (1987), Figure intercambiabili (1989), Il sogno della camera rossa (1993), Il campo dell’oblio (1994) e Dura la pappa di riso, signor Wang Meng (1997). Le sue opere degli anni Ottanta e Novanta, spesso dissacranti e grottesche, riflettono l'ansia di rinnovamento della popolazione cinese, in un contesto politico e culturale nel quale però persistono principi feudali e una stagnante burocrazia. È stato ministro della Cultura del governo cinese dal 1986 fino alla repressione di piazza T'ien-An-Men del 1989, in seguito alla quale si è dimesso.