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Zábrana, Jan

poeta e traduttore ceco (Herálec 1931-Praga 1984). Traduttore di grande sensibilità e raffinato saggista (Incontrare un poeta, 1989), ragioni politiche gli impedirono a lungo di pubblicare le raccolte poetiche dai toni esistenzialistici che, nate a metà degli anni Cinquanta, avrebbero visto la luce solo nel decennio successivo; analogo divieto si ripeté poi con la normalizzazione degli anni Settanta, quando Zábrana poté pubblicare solo le traduzioni. Se, sulla scia dei poeti del Gruppo 42 (I. Blatný, J. Kolár), nella sua prima raccolta Fisse icone nere (1965) descrive, in un verso libero di corta scansione e dalla fragile armatura, sconfitti destini periferici, nella successiva Pagine di diario (1968), sorprende per l'uso regolare del sonetto. In Linciaggio (1968), invece, la stessa grigia realtà delle periferie cittadine viene ritratta in più ampie composizioni dal verso nuovamente irregolare, tramate di quel sentore dell'irreversibilità del tempo che è il segno distintivo delle tre raccolte. Le poesie scritte negli anni successivi sono uscite postume in La certezza del peggio (1991) e Il muro dei ricordi (1992), come postume saranno alcune prose degli anni Cinquanta, raccolte in Sette racconti (1993). Zábrana è anche autore, con J. Škvorecký, di una divertente saga poliziesca: Delitto per la gioia (1962), Delitto con garanzia (1964) e Delitto per interposta persona (1967).

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