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Zhong Acheng

scrittore e sceneggiatore cinese (Pechino 1949). Conosciuto anche con lo pseudonimo di A Cheng. Dopo essersi cimentato nella pittura, si è dedicato alla narrativa intorno alla fine degli anni Settanta, imponendosi come autore sperimentalista. Il suo esordio è avvenuto nel 1984 con il fortunato romanzo Il re degli scacchi, primo capitolo di una trilogia proseguita con Il re dei bambini (1985)e Il re degli alberi (1985), nella quale emerge il dissenso verso i principi della rivoluzione culturale e un'attrazione nei riguardi della tradizione letteraria cinese precedente al maoismo. Alla fine degli anni Ottanta, dopo il trasferimento negli Stati Uniti causato dalla repressione di piazza T'ien-An-Men, Acheng ha accentuato la critica al sistema politico cinese: come in Vite minime (1991), raccolta di racconti brevissimi che rappresenta il potere politico nella sua paradossale crudeltà. Tra le altre opere si menzionano Diario veneziano (1994) e Chiacchiere. Vita quotidiana e narrativa in Cina (1996), manifesto per il recupero dei valori autentici della cultura popolare cinese, depurati dalla visione maoista.

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