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Zinnemann, Fred

regista del cinema statunitense di origine austriaca (Vienna 1907-Londra 1997). Dopo esperienze a Parigi, Berlino e Hollywood, chiamatovi da P. Strand esordì in Messico con Redes (1935). Realizzò poi una serie di cortometraggi didattici per la Metro, uno dei quali premiato con l'Oscar, che lo prepararono alla stagione di film sinceri e progressisti quali La settima croce (1944) dal romanzo antinazista di A. Seghers, Odissea tragica (1948) girato in Europa sui bambini dispersi dalla guerra, Atto di violenza (1949), Uomini (1950), Teresa (1951), sempre sulle conseguenze della guerra. Mentre Member of the Wadding (1952) non fu distribuito in Italia, egli raggiunse nello stesso anno la fama col westernMezzogiorno di fuoco, seguito da un ambiguo romanzone d'ambiente militare, Da qui all'eternità (1953) premiato con otto Oscar. Vinse altri Oscar con Un uomo per tutte le stagioni (1966). All'insegna dell'eclettismo e dell'accademismo, si è cimentato in ogni genere di film (Oklahoma!, 1955; Un cappello pieno di pioggia, 1957: Storia di una monaca, 1959; E venne il giorno della vendetta, 1963; Il giorno dello sciacallo, 1973; Giulia, 1977, vibrante dell'antico calore democratico; Cinque giorni un'estate, 1982). Nel 1992 ha pubblicato l'autobiografia A Life in the Movies (Una vita nel cinema).

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