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Zwingli, Huldreich

riformatore religioso svizzero (Wildhaus 1484-Kappel 1531). Compì gli studi teologici completandoli con una solida formazione umanistica. Parroco a Glarona e poi a Einsiedeln, sempre applicato agli studi, si legò d'amicizia con Erasmo, che esercitò sul suo spirito una forte influenza, ma a fargli concepire la necessità di una profonda riforma della Chiesa fu l'aberrante spettacolo di preti simoniaci e una pratica religiosa che troppo spesso sconfinava con mistificazioni superstiziose. Nel 1519 passò a Zurigo e nel suo animo ancor meglio si delinearono gli elementi di una riforma, che doveva semplificare il cristianesimo liberandolo di una troppo pesante struttura dogmatica per riportarlo a un più preciso impegno morale: via quindi tutto ciò che non aveva una conferma esplicita nella Bibbia, niente digiuni né penitenze inutili, ma la serietà della vita morale in ogni atto quotidiano; nessuna opposizione al matrimonio dei preti. Su questa strada Zwingli fece abolire anche il culto alla Vergine e ai santi, proibì il commercio delle immagini, contestò l'autorità del papa e dei concili, negò alla Messa il significato di sacrificio. Il vescovo di Costanza e la stessa Dieta confederale proibirono la sua predicazione, ma Zwingli, forte del sostegno del Consiglio zurighese, continuò indisturbato la sua opera e diede una prima sistemazione alle sue dottrine negli scritti Auslegung und Grund der 67 Schlussreden (1523; Commento e prova delle 67 conclusioni), Kurze christiliche Einleitung (1523; Breve introduzione cristiana). La sua riforma trovò pienamente consenziente il governo della città, che introdusse il tedesco nella liturgia, stabilì la lettura pubblica della Bibbia e abolì il celibato ecclesiastico. Precisato ulteriormente il suo pensiero con il nuovo scritto Commentarius de vera et falsa religione (1525), Zwingli si dedicò alla diffusione della sua riforma, che trovò aderenti a Basilea, nel Vallese, nei Grigioni e nell'Appenzell. Nel 1529 Zwingli s'incontrò a Marburgo con Lutero per un colloquio “di religione”: tema specifico fu l'Eucarestia, dove maggiori erano le divergenze fra i due riformatori, perché Lutero ammetteva la presenza reale del Cristo, mentre Zwingli la limitava a una semplice assistenza spirituale. L'accordo non fu possibile e dimostrò ancora una volta la profonda differenza esistente fra i due uomini per diversa formazione culturale e mentalità: Zwingli, in linea con la sua formazione umanistica, ammetteva la possibilità di una conoscenza razionale di Dio, mentre Lutero la riferiva solo alla fede; il peccato originale per Zwingli si riduceva a “un vizio ereditario”, che non sminuiva le capacità etiche dell'uomo, mentre in Lutero comportava l'incapacità ad agire proprio nell'ambito etico; la salvezza si doveva estendere, secondo Zwingli, anche ai pagani osservanti della legge naturale, Lutero li escludeva da ogni salvezza. Mancava poi al riformatore tedesco quel rigore morale, che invece in Zwingli era stato predominante in ogni momento. Nel tentativo di espansione delle sue dottrine Zwingli trovò la fiera opposizione dei cattolici dei cantoni di Lucerna e di Friburgo e il contrasto si esasperò fino a sfociare in conflitto armato: a Kappel le milizie di Zurigo furono sopraffatte da quelle cattoliche e Zwingli trovò la morte. La pace fermò l'espansione della riforma di Zwingli alle regioni di Zurigo, Basilea, Berna, Sciaffusa e Grigioni.

Bibliografia

J. Rogge, Zwingli und Erasmus, Stoccarda, 1962; J. Courvoisier, Zwingli, théologien réformé, Neuchâtel, 1965; K. Maeder, Die “via media” in der Schweizerischen Reformation, Zurigo, 1970; E. Campi, Via antiqua, umanesimo e riforma. Zwingli e la Vergine Maria, Torino, 1986.

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