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assorbiménto

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Lessico

Sm. [sec. XIV; da assorbire]. Atto ed effetto dell'assorbire (anche estens. e fig.): assorbimento di un liquido; assorbimento di energie, di capitali. § In geologia applicata, si definisce capacità di assorbimento la tendenza di un terreno ad assorbire acqua, tanto maggiore quanto minore è la presenza di acque vadose; se si fa riferimento a un campione opportunamente seccato si preferisce il termine capacità di imbibizione. § In agricoltura, assorbimento del terreno è la capacità di natura fisico-chimica che hanno l'argilla e l'humus di trattenere sostanze disciolte nelle soluzioni circolanti. L'assorbimento si verifica in prevalenza nei confronti dei cationi ed è essenzialmente un fenomeno di doppio scambio (assunzione e cessione di cationi). Ogni terreno agrario possiede una certa capacità di scambio, in virtù della quale elementi catiogeni sono assunti e ceduti; essa dipende dalla natura della argilla e dalla quantità di sostanza organica umificata. § Nell'industria tessile, coefficiente di assorbimento è il valore che definisce la percentuale di acqua che le diverse fibre possono assorbire senza che ne vengano alterate le proprietà peculiari "La tabella dei coefficienti di assorbimento delle fibre tessili è a pag. 33 del 3° volume." . "Per i coefficienti di assorbimento delle fibre tessili vedi tabella al lemma del 2° volume." § In algebra moderna, le leggi di assorbimento costituiscono uno degli assiomi definitori della struttura algebrica chiamata reticolo. Dati due sottoinsiemi x e z di un insieme, è chiaro che aggiungendo a x gli elementi comuni a x e a z si ha ancora x e che gli elementi comuni a x e all'unione di x e z sono tutti e solo quelli di x. "L’esempio di assorbimento in algebra moderna è a pag. 33 del 3° volume." In formule: x∪ (x∩z)=x; x∩ (x∪z)=x, in cui ∪ indica l'operazione unione e ∩ l'operazione intersezione. "Per un esempio di assorbimento in algebra moderna vedi il lemma del 2° volume."

Astronomia

Si hanno essenzialmente tre situazioni nelle quali si verifica il fenomeno dell'assorbimento: assorbimento di radiazioni da parte dell'atmosfera terrestre; assorbimento nelle stelle e nelle atmosfere stellari; assorbimento interplanetario e interstellare. Per quanto riguarda l'assorbimento nell'atmosfera terrestre e l'assorbimento nelle stelle e nelle atmosfere stellari vedi radiazione solare e stella. Lo spazio nel quale si muovono i pianeti, le stelle e le galassie, non è vuoto, ma contiene miscele variamente ripartite di gas e di polveri che danno corpo alla materia interstellare e a quella interplanetaria. Mentre la seconda è costituita essenzialmente da corpuscoli (grafite, silicati, ossidi vari, cristalli di ghiaccio), la materia interstellare, al contrario, è rappresentata almeno per il 99% da gas e soltanto nell'1% da polveri. Molto più interessante è quindi l'assorbimento interstellare che fornisce, peraltro, informazioni di grande importanza cosmologica e cosmogonica. Le polveri interstellari assorbono radiazione in modo più sensibile verso le lunghezze d'onda più brevi, cosicché un raggio di luce che le attraversi ne risulterà non solo affievolito, ma anche arrossato: è questo il fenomeno detto dell'arrossamento interstellare che, naturalmente, è più sensibile all'aumentare della distanza delle stelle e delle galassie, per cui, ricercando l'arrossamento di diverse stelle a diverse distanze e confrontandone lo spettro con quello di stelle a distanza nota (e dello stesso tipo spettrale), si potrà risalire alla distribuzione di polveri interstellari intermedie; in media, uno spessore di polveri di 1 kpc (chiloparsec=103 parsec) assorbe una magnitudine. Poiché le polveri assorbono presumibilmente radiazione la cui lunghezza d'onda è dello stesso ordine di grandezza delle loro dimensioni, studiando il diverso comportamento, in laboratorio, di polveri di varia natura si è potuto stabilire recentemente che le polveri interstellari sono composte prevalentemente da una miscela di particelle di grafite, ferro e silicati, con diametri compresi fra 10 e 160 nm. I gas interstellari si comportano diversamente dalle polveri. Essendo innanzitutto allo stato atomico, o al più molecolare con basso numero di atomi, assorbiranno con maggiore facilità in modo discontinuo, su bande o righe. Sono note allo studioso, a questo proposito, le righe interstellari H e K del calcio ionizzato a 393 e 397 nm, scoperte nel 1904 da Hartmann, e le righe interstellari D del sodio. Essendo poi probabile che il gas cosmico si trovi nello stato fondamentale, la probabilità maggiore di osservare assorbimenti dovuti a gas interstellari si avrà nel campo delle grandi lunghezze d'onda, cioè nel dominio della radioastronomia. Per questo motivo si poterono osservare dapprima la riga di 21 cm dell'idrogeno neutro, sia in assorbimento sia in emissione (il che risultò un potente mezzo d'indagine della struttura galattica), e, successivamente, le righe di altre molecole, fra le quali il radicale idrossilico (OH–), l'idruro di carbonio (CH), il cianogeno (CN), la molecola dell'acqua e così via. La presenza di queste molecole, correlabile con quella delle polveri, è anch'essa di notevole importanza: si ritiene infatti che la massa di polveri e gas interstellari sia pari alla massa concentrata in stelle, con evidenti conseguenze per la soluzione del problema cosmologico. Poiché, poi, appare sempre più evidente che gas e polveri sono sempre presenti all'origine di una nuova stella, si comprende come lo studio di questo materiale rivesta un'importanza fondamentale (vedi anche spettro e spettroscopia) "Per approfondire vedi Gedea Astronomia vol. 2 p 211" "Per approfondire vedi Gedea Astronomia vol. 2 p 211" .

Biologia: generalità

Fenomeno complesso che permette alle piante e agli animali di assumere dall'ambiente i materiali necessari sia per lo svolgimento delle funzioni plastiche ed energetiche delle cellule sia per mantenere costante la loro composizione.

Biologia: l'assorbimento nei vegetali

Il fenomeno dell'assorbimento è limitato all'assunzione di acqua e di materiali inorganici sotto forma di soluzioni saline. Fra i fattori che influiscono sull'assorbimento vanno ricordati il pH del mezzo, il potenziale di ossidoriduzione della soluzione salina, la sua concentrazione ionica, nonché fattori esterni legati all'ambiente in cui il vegetale vive, quali la temperatura, la quantità di ossigeno disponibile e, per le piante terrestri, la natura del suolo: fattori tutti che possono limitare l'attività dell'apparato assorbente. In condizioni ambientali ottimali, la pianta autoregola il proprio assorbimento, che avrà intensità diversa nei vari periodi vegetativi. L'acqua è un composto indispensabile per tutte le funzioni vitali e i vegetali regolano il proprio bilancio idrico mantenendo un equilibrio preciso fra assunzioni e dispersioni. L'assunzione di acqua per semplice imbibizione è fenomeno comune nel rigonfiamento dei semi e dei giovani tessuti, ma molto più importante e complesso è il meccanismo dell'assorbimento che si verifica a livello dei tessuti differenziati. In questo secondo caso la quantità d'acqua che penetra nelle cellule dipende fondamentalmente dai valori della pressione osmotica; tuttavia, poiché man mano che l'acqua esterna penetra nelle cellule il citoplasma esercita contro le pareti una certa pressione di turgore che si oppone all'ulteriore entrata di acqua, è più esatto dire che l'assorbimento idrico dipende dalla pressione osmotica diminuita della pressione di turgore, cioè dal cosiddetto deficit di pressione di diffusione (DPD). Nelle piante terrestri la maggior parte dell'acqua viene assorbita dalla zona pilifera della radice, a livello della quale le cellule esercitano una tensione di assorbimento del tipo descritto prima. Detta tensione diminuisce man mano che ci si avvicina alla saturazione, ma il processo può continuare grazie al richiamo d'acqua da parte degli strati cellulari più interni, nei quali si stabilisce un deficit di pressione di diffusione che non raggiunge l'equilibrio grazie soprattutto alla dispersione d'acqua che avviene per mezzo della traspirazione. Quando si verifica un'insufficiente assunzione d'acqua o una perdita eccessiva, si hanno squilibri fisiologici gravi, che si manifestano anche esteriormente attraverso l'appassimento o addirittura l'avvizzimento. I sali minerali possono passare attraverso le membrane cellulari grazie alla permeabilità selettiva di queste; fra le varie ipotesi formulate per spiegare il meccanismo di questi scambi ionici, va ricordata quella secondo la quale nel plasmalemma sarebbero presenti speciali molecole di natura proteica, dette trasportatori ionici (carriers), capaci di assorbire o di combinarsi con gli ioni. Tali trasportatori si staccherebbero dalla superficie trascinando all'interno del citoplasma le particelle assorbite e liberandole. La permeabilità cationica e anionica cresce nel seguente ordine:

Occorre ancora ricordare che la pianta non è completamente passiva nei confronti del terreno in cui vive per quanto riguarda la solubilizzazione dei composti inorganici del suolo, ma interviene su tali composti per mezzo delle secrezioni radicali, che sono in grado di far variare sensibilmente le condizioni del terreno e di conseguenza la solubilità dei vari componenti di questo.

Biologia: l'assorbimento negli animali

A differenza delle piante, gli animali assumono dall'esterno non soltanto l'acqua e i sali minerali ma anche sostanze di natura organica. Nei Protozoi e nei Metazoi inferiori l'assorbimento di tali materiali avviene quasi esclusivamente per diffusione; nei Vertebrati, accanto ai meccanismi di diffusione, intervengono di solito fenomeni più complessi. Occorre rilevare a tale proposito che nelle forme più evolute di vita animale esiste una notevole diversità di composizione tra l'ambiente chimico intracellulare e quello extracellulare e tra quest'ultimo e l'ambiente esterno. Semplici processi di diffusione non sarebbero pertanto sufficienti per garantire la costanza del chimismo e del livello metabolico delle cellule, anche per via del numero elevato di fattori nutrizionali che in natura sono presenti in condizioni chimiche o chimico-fisiche incompatibili con il loro passaggio per diffusione attraverso membrane semi-impermeabili. Nei Metazoi più evoluti esistono, inoltre, strutture deputate all'assorbimento (epitelio intestinale, superficie alveolare del polmone, epiteli dei tubuli renali, mucose, ecc.) che sono altamente specializzate e differenziate in senso sia morfologico sia funzionale. Grazie a tali strutture l'assorbimento dei materiali esogeni avviene con modalità selettive attraverso una successione di eventi che comprendono: l'assorbimento esterno, durante il quale le sostanze permeano attraverso epiteli, mucose, capillari sanguigni e linfatici; la distribuzione negli spazi intercellulari dei differenti tessuti, che avviene per mezzo del sangue e della linfa che vi veicolano le sostanze non utilizzate nella sede stessa di assorbimento; l'assorbimento interno, caratterizzato dal passaggio di tali sostanze dai liquidi extracellulari nell'interno delle cellule. Sia l'assorbimento esterno sia l'assorbimento interno dipendono essenzialmente dalla permeabilità degli elementi cellulari e, più precisamente, dalle modalità con cui avviene il trasporto attraverso la loro membrana. Precise indicazioni sui meccanismi dell'assorbimento cellulare sono state fornite in questi ultimi anni dalle scoperte relative alla struttura e alle proprietà biochimiche e funzionali della membrana che avvolge le cellule (membrana plasmatica). La fondamentale legge fisica che regola la permeabilità della membrana plasmatica è il principio di diffusione. Nella cellula la diffusione avviene grazie alla presenza di pori nella membrana plasmatica che lascia passare soltanto le molecole aventi dimensioni inferiori all'ampiezza dei pori stessi. Avviene in pratica un processo di filtrazione, al quale va attribuita una grande importanza biologica poiché permette all'organismo di regolare l'assorbimento sia qualitativamente (diffusione delle molecole aventi peso molecolare massimo di ca. 5000), sia quantitativamente, cioè in rapporto al numero dei pori contenuti nelle varie zone della membrana. Il limite dimensionale che seleziona l'assorbimento delle molecole diffusibili risulta, d'altra parte, utile nell'economia del metabolismo cellulare in quanto comporta l'assorbimento dei soli fattori nutrizionali che sono immediatamente utilizzati dalla cellula e assimilati con il minimo dispendio energetico. Questo aspetto dell'assorbimento mette in luce l'importanza dei processi della digestione, attraverso i quali i componenti fondamentali degli alimenti (polisaccaridi, proteine, lipidi) vengono scissi in frazioni che possono essere assorbite e quindi “metabolizzate”. Non di rado l'assorbimento cellulare è più rapido e più intenso di quanto sia prevedibile in base ai principi di diffusione trans-membrana. Ciò vale in particolare per le sostanze liposolubili, le quali possono agevolmente attraversare la membrana cellulare sciogliendosi nei suoi componenti lipidici. La velocità di diffusione delle sostanze solubili nei grassi è direttamente proporzionale alla loro liposolubilità (legge di Overton-Mayer). Si può tuttavia dimostrare che anche tali sostanze obbediscono alla legge fondamentale di diffusione, in quanto, a parità di coefficiente di liposolubilità, diffondono con velocità inversamente proporzionale al loro peso molecolare. Le molecole polari e gli ioni sono caratterizzati da un assorbimento molto limitato, sia per il principio di Overton-Mayer, sia perché, durante il processo di diffusione, hanno numerose probabilità di subire l'attrazione delle cariche elettriche superficiali della membrana. A causa di tale fenomeno vengono assorbite le sole molecole che non subiscono l'attrazione dei raggruppamenti polari di membrana e quelle che diffondono dopo che tutte le cariche elettriche superficiali sono state saturate. D'altra parte, per la presenza di tali cariche, il pH varia considerevolmente da una zona all'altra della membrana. Ciò facilita entro certi limiti l'assorbimento delle numerose sostanze aventi carattere di acidi o di basi deboli, le quali sono abbastanza liposolubili nella forma non dissociata. È infatti possibile che al pH di determinate zone della membrana il grado di ionizzazione di tali sostanze venga ridotto entro limiti compatibili con il loro assorbimento per via lipidica. I meccanismi finora descritti non spiegano, tuttavia, taluni fenomeni di assorbimento contro il gradiente di concentrazione, come avviene per esempio per il glucosio nei tubuli renali. Esistono in realtà meccanismi di trasporto attivo attraverso la membrana delle cellule, realizzati talora con l'intervento di sistemi enzimatici che scindono determinate molecole in subunità diffusibili per ricombinarle non appena sia avvenuto il loro trasporto. In molti casi l'assorbimento attivo dipende da speciali fattori di trasporto che si combinano con specifiche sostanze formando complessi diffusibili. I fenomeni di assorbimento attivo comportano un certo dispendio energetico da parte delle cellule e si svolgono con velocità proporzionale al livello metabolico cellulare.

Chimica: generalità

Si distinguono due tipi di assorbimento: assorbimento di uno o più composti gassosi da parte di una fase condensata (solida o liquida); assorbimento di radiazioni elettromagnetiche, da parte di composti chimici.

Chimica: assorbimento di composti gassosi

Il processo di assorbimento di composti gassosi, classificabile anche come processo di ripartizione tra fasi, può essere di natura fisica o chimica. Nel primo caso le molecole gassose, passando nella fase liquida o solida (processo di estrazione da una miscela gassosa), rimangono chimicamente inalterate nella fase di arrivo. Si parla invece di assorbimento chimico se, dopo il trasferimento dalla fase gassosa alla fase condensata, le molecole danno luogo a una reazione chimica con il solvente o con composti a esso appositamente aggiunti. Entrambi questi processi unitari sono di fondamentale importanza nell'industria e vengono universalmente utilizzati. In effetti, dal punto di vista termodinamico, l'assorbimento di un gas in fase condensata può avvenire (spontaneamente) quando l'energia libera di una molecola gassosa allo stato assorbito nella fase condensata (Gl) è minore dell'energia libera della stessa molecola allo stato gassoso (Gg): Gg>Gl. Cioè il processo di assorbimento avviene con un ΔG=Gl-Gg<0 (negativo). Poiché all'inizio il processo di assorbimento interessa sicuramente la superficie di separazione tra la fase condensata e la fase gassosa, se le molecole assorbite non possono diffondere, per ragioni diverse, all'interno della massa, l'assorbimento, raggiunta la saturazione, si arresta. In questo caso si parla più propriamente di adsorbimento (absorbimento se la fase condensata è un solido). Se invece può avvenire la diffusione in tutto il volume della fase condensata si ha l'assorbimento vero e proprio (in generale nei liquidi). Se ne deduce che, oltre alle cause termodinamiche, la maggiore o minore quantità di gas assorbito (solubilità) dipende anche dalla velocità di diffusione del gas all'interno della fase condensata e quindi dalla natura del composto chimico assorbente. In base a semplici considerazioni termodinamiche si perviene pertanto alla cosiddetta legge di Henry:

dove PA è la pressione parziale di A in fase gassosa, XA la frazione molare in fase liquida e k la costante di Henry, che per le ragioni su riportate dipende dal soluto e dal solvente. In altre parole, la concentrazione del composto adsorbito è proporzionale alla pressione e questo è il motivo per cui molti processi di assorbimento vengono effettuati sotto pressione. I processi di assorbimento vengono realizzati nell'industria chimica in “torri di assorbimento” nelle quali le due fasi si muovono in contro corrente (generalmente la fase gassosa si muove verso l'alto, mentre quella liquida verso il basso per gravità). Solitamente si preferiscono i processi basati sull'assorbimento chimico poiché questi hanno indubbi vantaggi, quali una maggiore selettività, grazie alla specificità della reazione chimica che segue l'assorbimento fisico e una maggiore capacità di assorbimento (moli di componente assorbito per unità di volume di liquido) da parte del liquido rispetto alla semplice solubilità fisica. Numerosissime sono le applicazioni dell'assorbimento, in particolare notevole importanza hanno avuto i processi che consentono l'abbattimento di gas e liquidi inquinanti, o con indesiderati effetti ambientali. A titolo di esempio citiamo: i processi di assorbimento chimico di CO₂ e H₂S in soluzioni acquose di Na₂CO₃ e NaHCO₃; i processi di assorbimento fisico in acqua di gas CO₂, H₂S, floruri, cloro e NH₃; i processi di assorbimento di idrocarburi in solventi organici.

Chimica: assorbimento di radiazioni elettromagnetiche

L'interazione tra la radiazione elettromagnetica e la materia dà origine a una serie di fenomeni tra i quali l'assorbimento della radiazione stessa. Questo fenomeno è dovuto alla cattura di quanti di radiazione da parte degli atomi o delle molecole costituenti il mezzo attraversato. La cattura ha luogo in quanto le particelle fondamentali costituenti gli atomi (elettroni, ecc.) occupano livelli energetici quantizzati: aventi cioè determinati valori discreti di energia. La radiazione elettromagnetica d'altra parte può essere considerata costituita da particelle, i fotoni, aventi massa nulla ed energia pari a:

dove h è la costante di Planck (6,662×10-27 erg∤s) e ν è la frequenza della radiazione. Una radiazione di frequenza ν verrà assorbita da un atomo o da una molecola solo se vi è una particella subatomica in grado di passare da un livello di energia più basso, E₁, a uno più alto permesso, E₂, che soddisfino alla relazione:

Ricordando che ν=c/λ e che 1/λ=ν, dove c è la velocità della luce nel vuoto, λ la lunghezza d'onda e ν il numero d'onda, si ha che:

I processi che portano alle transizioni tra stati energetici sono di varia natura e devono essere messi in relazione agli intervalli specifici di frequenze (o di energia). Ne consegue che variando le frequenze delle radiazioni elettromagnetiche (e quindi i Δ) si possono evidenziare, con opportune tecniche (dette spettroscopiche), le transizioni possibili all'interno degli atomi o delle molecole. Le tecniche spettroscopiche vengono oggi normalmente utilizzate in chimica, nel campo analitico per il riconoscimento dei composti organici e inorganici, in chimica-fisica per lo studio della struttura fine degli atomi e delle molecole "La tabella relativa a vari tipi di spettroscopie è a pag. 35 del 3° volume." . È da aggiungere che l'assorbimento della radiazione da parte della materia è caratterizzato da due parametri fondamentali: a) l'energia della radiazione assorbita (esprimibile anche come frequenza, lunghezza d'onda, ecc.); b) l'intensità dell'assorbimento. L'energia della radiazione assorbita (o frequenza della radiazione) è determinata dalla natura degli atomi o delle molecole coinvolti nel processo di assorbimento. La meccanica quantistica fornisce la base per il calcolo dei livelli energetici nucleari, atomici e molecolari mediante l'uso dell'equazione di E. Schrödinger. L'intensità, cioè la quantità di energia della radiazione assorbita per una transizione, è determinata essenzialmente da tre fattori: dalla probabilità intrinseca che avvenga la transizione da uno stato a più bassa energia a uno a più alta energia; dalla popolazione dei livelli di partenza e di arrivo (e cioè dal numero di particelle che si trovano nei due livelli), secondo la legge di distribuzione di Boltzmann:

Nf e Ni indicano il numero degli atomi o delle molecole che si trovano rispettivamente nello stato finale e iniziale mentre Ef ed Ei sono le energie relative ai due livelli, gf e gi le loro molteplicità. T la temperatura assoluta e k la costante di Boltzmann; dalla concentrazione del composto che viene assorbito secondo la legge di Lambert e Beer:

dove A è l'assorbanza, I0 e I sono le intensità della luce trasmessa ed incidente, a è il coefficiente di estinzione molare, c la concentrazione del composto e l lo spessore dello strato assorbente. La costante a è detta assorbività o assorbanza specifica, ed esprime la tendenza della sostanza in esame ad assorbire la radiazione di lunghezza d'onda λ. Essa è indipendente dalla concentrazione e dal cammino ottico, dipende invece esclusivamente dalla specie assorbente, dalla lunghezza d'onda λ. La legge di Lambert e Beer è alla base di numerosi metodi analitici di spettrofotometria per assorbimento che utilizzano radiazione nel campo del visibile, ultravioletto e infrarosso per il riconoscimento qualitativo e la determinazione quantitativa di composti organici e inorganici.

Fisica: generalità

Fenomeno per cui in un dato sistema vengono trattenute sostanze materiali o radiazioni (acustiche, elettromagnetiche e corpuscolari) provenienti dall'esterno. Nel caso di propagazione di onde attraverso un mezzo, l'energia associata può essere dissipata sotto forma di calore (assorbimento di energia meccanica) o può trasformarsi in particelle materiali (come per esempio nell'assorbimento di raggi γ); nel caso di radiazioni corpuscolari, le particelle componenti possono dar luogo a reazioni nucleari o anche trasformarsi per annichilazione in radiazioni elettromagnetiche. In ogni caso, si parla di assorbimento sempre quando la grandezza che identifica l'ente entrante nell'assorbitore risulta ridotta all'uscita. Talvolta il termine è usato come sinonimo di attenuazione, in particolare quando il fenomeno avviene secondo una direzione privilegiata, per quanto sia preferibile parlare di attenuazione solo nei problemi che intervengono in acustica, elettronica ed elettrotecnica.

Fisica: acustica

L'assorbimento delle onde sonore consiste essenzialmente nella trasformazione in calore dell'energia trasportata dalle onde stesse all'interno dei materiali; i materiali nei quali l'assorbimento ha particolare rilevanza sono detti assorbenti acustici. Il fenomeno è dovuto sia ad attrito interno nelle cavità del materiale, sia ad attrito radente fra il materiale e lo strato di fluido a contatto attraverso il quale si propaga il suono, sia ancora ad attrito interno nello scheletro fibroso del materiale stesso. Esso dipende quindi dalla viscosità del fluido e dalle caratteristiche geometriche e fisiche del materiale; in particolare, dipende dalla sua porosità, cioè dal rapporto fra il volume realmente occupato dal materiale, escluse le cavità interne, e il volume apparente totale. Si definiscono due coefficienti di assorbimento: coefficiente di assorbimento normale, rapporto fra l'energia sonora assorbita e quella incidente, per angolo di incidenza nullo; coefficiente di assorbimento statistico, valore medio dei rapporti precedenti per tutti gli angoli di incidenza possibili. Entrambi i coefficienti di assorbimento dipendono nettamente dalla frequenza della radiazione incidente.

Fisica: fisica nucleare

L'assorbimento è associato al passaggio di radiazioni (raggi X, raggi γ, neutrini, elettroni, mesoni, protoni, neutroni, raggi α, ioni leggeri, ioni pesanti, ecc.) attraverso un mezzo materiale, con trattenimento di energia e/o particelle. Sono caratteristici i modi di assorbimento dei seguenti tre tipi di radiazioni: radiazioni corpuscolari costituite da particelle cariche pesanti di massa paragonabile con la massa nucleare; elettroni; radiazioni elettromagnetiche di alta energia. Una fondamentale differenza nell'assorbimento di questi tipi di radiazione è costituita dal fatto che solo per le particelle cariche pesanti è possibile definire un range, ovvero uno spessore minimo di assorbitore che le ferma completamente. Infatti, un fascio monoenergetico di tali particelle attraversa strati successivi di materia perdendo energia senza variare in numero di componenti, finché tutte le particelle sono fermate dopo aver percorso praticamente lo stesso spessore di assorbitore. Mentre per le particelle pesanti l'assorbimento avviene per sottrazione di energia in urti anelastici con ionizzazione degli atomi dell'assorbitore, gli elettroni perdono energia sia in urti anelastici con gli atomi del materiale attraversato, sia sotto forma di onde elettromagnetiche irradiate per effetto delle accelerazioni impresse dai campi elettrici degli atomi incontrati. Questo irradiamento è particolarmente favorito dall'alto valore del rapporto carica/massa (e/m) che li rende soggetti, appunto, a subire brusche accelerazioni. Subiscono, infine, tali e tante deflessioni che le loro traiettorie risultano estremamente tortuose. L'assorbimento della radiazione elettromagnetica segue, invece, la legge esponenziale descritta in questa voce al paragrafo chimica. La radiazione elettromagnetica interagisce con la materia e si degrada producendo tre tipi di fenomeni: effetto fotoelettrico, deflessioni su elettroni liberi o meglio debolmente legati agli atomi dell'assorbitore, produzione di coppie.

Per l'acustica

E. G. Richardson, Technical Aspects of Sound, Amsterdam, 1953; L. L. Beranek, Acoustics, New York, 1954; C. M. Harris, Handbook of Noise Control, New York, 1957.

Per la biologia

T. B. Binns, Absorption and Distribution of Drugs, Livingstone, 1964; L. S. Schanker, Physiological Transport of Drugs, in “Advances in Drug Research”, I, 71, 1964; E. D. P. De Robertis e coll., Cell Biology, Filadelfia, 1965; L. Hokin, M. Hokin, The Chemistry of Cell Membranes, in “Scientific American”, 213, 98, 1965.

Per la fisica

A. H. Compton, S. K. Allison, X-rays in Theory and Experiment, New York, 1935; E. Amaldi, E. Fermi, On the Absorption of Slow Neutrons, in “Physical Review”, 50, 899, 1936; J. Stratton, Teoria dell'elettromagnetismo, Torino, 1952; R. P. Baumann, Absorption Spectroscopy, New York, 1958.