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càmice

sm. [sec. XIII; dal latino tardo camăsus, risalente al bizantino kámasos, tunica].

1) Indumento di cotone, simile a una lunga camicia, completamente aperto davanti o dietro, indossato da medici, infermieri, farmacisti, chimici per proteggere l'abito. Anche la casacca di lavoro usata da altre categorie di professionisti, specialmente pittori e scultori.

2) Indumento liturgico, detto anche abba, di lino bianco a forma di sacco lungo fino ai piedi, con maniche strette, portato sotto la dalmatica o tunicella. La sua origine risale alla tunica in uso a Roma nel sec. IV come vestito di festa. Adottato come veste liturgica fissa nel corso dei sec. IV-V (menzionato dal IV Sinodo di Toledo, 633), all'inizio era portato solo nei momenti principali della messa (Concilio di Cartagine, 398). Dai sec. XII-XIII fu riservato ai soli ministri in sacris e prescritto per la messa, le funzioni eucaristiche e le processioni. Dal Rinascimento si incominciò a ornarne i bordi con merletti. Il camice è benedetto dal vescovo o da un suo delegato.

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