catapulta

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sf. [sec. XV; dal latino catapulta, prestito del greco katapéltēs].

1) Arma pesante da getto, usata prevalentemente come macchina d'assedio dall'epoca romana fino all'introduzione delle prime artiglierie. Il tipo più comune, basato sul principio della torsione, è costituito da un telaio orizzontale sul quale è fissato un telaio verticale. Trasversalmente al telaio orizzontale è teso il fascio di corde, al centro del quale è incastrato il braccio alla cui estremità è ricavata la cucchiaia atta a contenere il proiettile, in genere di pietra. Il braccio veniva abbassato con un argano, forzando la torsione delle corde; liberato, andava a sbattere violentemente contro il telaio verticale scagliando il proiettile. Secondo le dimensioni, una catapulta poteva lanciare pietre di 30-70 kg fino a ca. 300 m.

2) Congegno meccanico per il lancio di aerei da bordo di navi. Il suo uso divenne frequente dal tempo della prima guerra mondiale, sia per consentire l'impiego di piccoli velivoli da ricognizione in alto mare, da parte di unità militari di grosso tonnellaggio, sia per consentire (nella seconda guerra mondiale) il lancio di aerei da caccia da parte di mercantili. Attualmente le sole portaerei possiedono catapulte per il lancio di aerei di peso elevato .

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