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chansonnier

sm. francese (da chanson, canzone).

1) Raccolta di canzoni; canzoniere.

2) L'interprete, e generalmente anche l'autore, di canzoni, prevalentemente satiriche, umoristiche o polemiche. § Personaggio tipicamente francese, sempre maschile, la cui figura vanta origini trobadoriche e appare delineata nel Settecento (una Société chansonnière du Caveau fu costituita nel 1729), lo chansonnier acquistò grande importanza durante la Rivoluzione francese, come interprete impegnato dei canti satirico-politici. Nuova fortuna arrise allo chansonnier, ormai attivo nei cabarets artistiques della capitale francese, alla fine dell'Ottocento, quando emerse la personalità di A. Bruant. Successivamente il genere, nel quale più che le qualità vocali dell'interprete contano il testo e l'abilità di dire oltre che di cantare, ha esercitato un assoluto predominio nel varietà francese, grazie alla fioritura di un'ampia schiera di chansonnier (si ricordino Fursy, Jean Marsac, C. Trenet, G. Bécaud, Y. Montand, Ch. Aznavour, Moustaki). L'arte dello chansonnier ha subito una profonda trasformazione: accanto a una corrente di pura tradizione si è sempre più affermato uno spirito nuovo, influenzato via via da dottrine esistenzialiste, surrealiste, e nel dopoguerra caratterizzato da un predominante realismo (per esempio Mouloudij, G. Brassens, L. Ferré).

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