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ecogoniòmetro

sm. [sec. XX; eco+goniometro]. Apparecchiatura elettroacustica che, mediante l'emissione sott'acqua di onde ultrasonore e la ricezione delle stesse riflesse dai corpi incontrati, consente la scoperta e la localizzazione di oggetti immersi. Le onde ultrasonore vengono emesse da un trasduttore di tipo magnetostrittivo o piezoelettrico (facente parte di un “proiettore” orientabile immerso nell'acqua) che funziona anche come ricevitore delle onde riflesse (eco); il tempo intercorso tra l'emissione delle onde e la ricezione dell'eco consente di risalire alla distanza dell'oggetto riflettente, mentre la direzione di questo è individuata dall'orientamento del proiettore. Con un proiettore che ruota in continuazione è possibile esplorare lo spazio subacqueo tutt'attorno al punto di emissione, ottenendo, su un apposito schermo, la visione degli eventuali oggetti presenti (ecogoniometro panoramico); se è dotato di apparato registratore è detto ecografo. L'ecogoniometro è entrato in uso poco prima della II guerra mondiale con i nomi di sonar e asdic e fu largamente usato per la caccia ai sommergibili, montato a bordo di navi da guerra; dalla fine del sec. XX sono utilizzati, per lo stesso scopo, dagli elicotteri ecogoniometri con proiettore non fisso, che viene “filato” alla profondità desiderata, al momento dell'uso. Altri importanti impieghi dell'ecogoniometro si hanno nella pesca, per la localizzazione di banchi di pesci, nelle costruzioni portuali per la localizzazione di ostacoli e in oceanografia per il rilievo del fondale e della costa.

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