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etnoarcheologia

sf. (sec. XX; etno-+archeologia). Disciplina affermatasi fra gli anni Sessanta e Settanta, soprattutto fra gli studiosi anglosassoni, e basata in primo luogo sul ricorso sistematico ai cosiddetti “paralleli etnografici”, ovvero sullo studio di modi di vita e culture materiali di popolazioni primitive ancora esistenti finalizzato alla ricostruzione di usi e costumi delle civiltà antiche. In realtà, i primi tentativi in questo senso videro la luce nello stesso momento in cui prendevano le mosse i primi studi che possano definirsi archeologici (XVI secolo), ma si devono attendere la nascita e lo sviluppo della cosiddetta New Archaeology perché l'etnoarcheologia divenga un approccio metodologico rigoroso e codificato e non più soltanto la constatazione o, peggio, l'affermazione di analogie alle cui spalle non esistono riscontri scientifici documentati. Fra i primi e più importanti esempi di utilizzo dell'approccio etnoarcheologico spicca lo studio di Lewis Binford sui Nunamiut, una popolazione eschimese di cacciatori-raccoglitori stanziata in Alaska. L'attenzione di Binford nei loro confronti nacque dal fatto che l'archeologo statunitense si era dedicato alla ricostruzione dei modi di vita di una serie di comunità musteriane (il Musteriano è una fase del Paleolitico medio collocabile fra i 100.000 e i 40.000 anni da oggi) della Francia meridionale: dopo aver analizzato le testimonianze offerte dallo scavo, Binford comprese che soltanto l'osservazione diretta di comunità almeno in parte affini avrebbe potuto permettergli di trovare risposte adeguate agli interrogativi che la ricerca aveva sollevato. Fra il 1969 e il 1973 Binford soggiornò a più riprese presso i Nunamiut, studiando, per esempio, in che modo essi lavoravano l'osso al fine di ottenerne strumenti: la registrazione delle tracce di questa attività (accumuli di materiali di risulta, accumuli di materiali di scarto, ecc.) offrì allo studioso una serie di “modelli” che si rivelarono di eccezionale utilità per l'interpretazione dei paleosuoli musteriani francesi. Sulla base di questa e di altre osservazioni fu scritta una delle prime e determinanti pagine dell'etnoarcheologia. Anche in Italia, l'approccio etnoarcheologico è molto diffuso e seguito. Tuttavia, al di là del suo crescente successo, è opportuno sottolineare che l'etnoarcheologia non può e non deve sostituirsi alle tappe tradizionali di una corretta indagine archeologica, ma deve piuttosto essere considerata come un utile, spesso prezioso, complemento.