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gruppo di fotografi perlopiù californiani attivi tra il 1932 e il 1935, i cui massimi esponenti furono H. Adams, E. Weston, D. Lange, I. Cunningham, H. Swift. Il suo nome si riferisce alla minima apertura di diaframma consentita dalle apparecchiature di grande formato, grazie alla quale è possibile ottenere una grande profondità di campo e una straordinaria nitidezza dell'immagine. Ne consegue un approccio estremamente realistico al soggetto, che deve risultare leggibile anche nei più minuti particolari, e un fermo rifiuto di qualunque forma di manipolazione. Questi obiettivi, che avrebbero rappresentato i capisaldi della straight photography (fotografia diretta), erano in netto contrasto con gli ideali estetici propugnati dai pittorialisti, i quali non esitavano a far ricorso a ritocchi dell'immagine con matite e pennelli pur di ottenere gli effetti sfumati caratteristici dei dipinti. Un'altra caratteristica dei fotografi aderenti a questo gruppo è la predilezione per le riprese a distanza ravvicinata di singoli motivi, il cosiddetto close-up, che offre un punto di vista inconsueto, e proprio per questo rivelatore, sulla realtà.