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ferrite

sf. [sec. XIX; da ferro].

1) Fase del sistema ferro-carbonio costituita da una soluzione solida di carbonio (0,007- 0,025%) e ferro α. Data la percentuale minima di carbonio è spesso considerata come ferro puro o ferrite α. Analogamente esistono la ferrite β e la ferrite δ, formate da soluzioni di carbonio, sempre in piccolissima quantità, con il ferro β e il ferro δ. La ferrite α, stabile al di sotto di 907 °C, subisce una trasformazione magnetica a 768 °C (±1 °C): al di sotto di tale temperatura, che corrisponde al punto di Curie del ferro, essa è infatti fortemente ferromagnetica, mentre diventa paramagnetica sopra 768 °C, mantenendo peraltro inalterata la struttura cristallina. La trasformazione magnetica non deve pertanto essere confusa con una trasformazione allotropica, anche se il ferro α non magnetico è tuttavia indicato da molti come ferro β, secondo la vecchia denominazione. La ferrite rappresenta il tipico costituente strutturale degli acciai e dal punto di vista metallografico si presenta a grani poliedrici non molto regolari, privi di geminati.

2) Composto chimico naturale o artificiale costituito da un ossido doppio di ferro e da un metallo bivalente, in genere Mn, Mg, Zn, Co, Ni, ecc., di formula generale MeO∤Fe₂O₃, dove Me è il metallo bivalente; il ferro trivalente può essere sostituito dall'alluminio. Le ferriti naturali hanno in genere struttura tipo spinello, per esempio la magnetite, ma esistono anche ferriti con strutture tipo granato. Le ferriti artificiali si ottengono riscaldando gli ossidi metallici, nelle proporzioni richieste dalla composizione finale che si vuole raggiungere, in atmosfera di azoto o in aria alla temperatura di 1100-1400 °C; la polvere ottenuta viene lavorata per sinterizzazione e il prodotto finito è un materiale quasi ceramico con colore, densità e caratteristiche variabili; presenta ottime proprietà magnetiche e si comporta anche come un buon isolante elettrico. Per queste ultime proprietà, le ferriti trovano numerose applicazioni in elettrotecnica per la costruzione di induttori e di trasformatori, in radiotecnica come materiali magnetici per antenne e dispositivi per microonde e in elettronica come elementi di memoria degli elaboratori (ferriti a ciclo d'isteresi rettangolare).