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indòlo

sm. [sec. XIX; da ind(aco)+ -olo2]. Composto chimico di formula bruta C8H7N che appartiene alla serie dei composti eterociclici a carattere aromatico e presenta la struttura

deriva dalla condensazione di un anello del benzene con uno del pirrolo. L'indolo è presente in alcuni vegetali e tra i prodotti di putrefazione batterica intestinale delle proteine; in piccola quantità è contenuto nel catrame di carbon fossile e, come i suoi numerosissimi derivati, può essere preparato per sintesi attraverso metodi diversi. Si presenta in cristalli bianchi, poco solubili in acqua fredda e che fondono a 25,5 ºC; il suo odore, se concentrato, è sgradevolissimo e di tipo fecale, ma a grande diluizione diviene gradevole e simile a quello di fiori d'arancio, per cui piccole quantità di indolo vengono usate in profumeria. A parte questo uso, l'indolo non riveste importanza pratica; sono invece importanti vari composti che da esso formalmente derivano, come l'indossile, l'amminoacido triptofano e molti alcaloidi.

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