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lacca

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Lessico

sf. [sec. XIV; latino medievale lacca, risalente all'arabo e indostano lākh].

1) Sostanza colorante di origine vegetale, animale o sintetica usata a scopo decorativo; lacca del Giappone, resina che si ottiene incidendo la corteccia di Rhus vernicifera, alberetto della famiglia Anacardiacee originario del Giappone; dopo la raccolta, condensandosi, assume un colore bruno ed è usata come pregiata vernice per decorare oggetti d'arte; decorazione di lacca; per estensione, oggetto ricoperto di lacca; lacche pregiate dell'Estremo Oriente.

2) Pigmento ottenuto per precipitazione di un colorante organico solubile in acqua su un composto, solitamente inorganico come per esempio idrato d'allumina, che funziona da assorbente, oppure per precipitazione di un sale insolubile derivante da un colorante acido o basico. Le lacche vengono usate per la preparazione di colori a olio e acquerello, di inchiostri per stampa, nella colorazione di fibre tessili, ecc.

3) Nella cosmesi, prodotto fissativo per mantenere la pettinatura; è venduta in flaconi dotati di vaporizzatori che ne permettono l'applicazione sui capelli.

Arte

L'arte della lacca fu in origine praticata essenzialmente in Cina e in Giappone per la disponibilità locale del prodotto naturale. Il processo di laccatura su supporti di materie diverse (metalli, ceramica, stoffe e soprattutto legno, già tagliato e sagomato secondo la forma dell'oggetto prestabilito) avviene, secondo le tradizionali tecniche orientali, per sovrapposizione di leggeri strati di lacca liquida (dopo che l'oggetto, ricoperto di una guaina di tela di canapa, è stato due o tre volte immerso in un bagno di lacca liquida non “raffinata” e poi, tolto il tessuto, convenientemente levigato). L'essiccazione dei numerosi strati di lacca avviene in appositi locali e recipienti immersi in ambienti oscuri e umidi. Successivamente l'oggetto viene delicatamente rifinito mediante sostanze abrasive.

Storia

Prima di divenire una pratica a fine artistico, la laccatura, in Cina e poi in altri Paesi asiatici, era una tecnica destinata a preservare, per le sue caratteristiche di impermeabilità e di solidità uniforme, oggetti costruiti con materie altrimenti deperibili, sui quali la lacca veniva applicata sotto forma di pellicola protettiva. In questo senso l'uso della laccatura in Cina potrebbe risalire all'età Shang (sec. XVIII a. C.-sec. XII a. C.). Nelle sue diverse e infinite applicazioni successive nei Paesi asiatici, questa caratteristica primaria non fu mai trascurata, nemmeno quando la finalità artistica sembra prevalere totalmente. Per le particolari caratteristiche che la lacca può assumere (colore, luminosità, translucidità) essa fu sfruttata in tutte le sue possibilità espressive plastiche e pittoriche quale mezzo di decorazione che si avvaleva delle diverse tecniche della pittura, dell'incisione, dell'intaglio, dell'incrostazione mediante inserimento di altre materie quali la madreperla, il corno, l'oro, l'argento, ecc. Dalla Cina, dove l'arte della lacca appare documentata sicuramente fin dal sec. V a. C., sviluppandosi attraverso i secoli secondo il gusto e gli stili artistici fioriti sotto le diverse dinastie, questa pratica di decorazione passò in Corea (reperti di Lo-lang, sec. I-II d. C.) e quindi in Giappone, dove si imitarono procedimenti e applicazioni cinesi. In Giappone l'arte della lacca ebbe una fioritura costante dal sec. VII al sec. XIX. Codificata da regole e trattamenti tecnici le cui formule si sono trasmesse nel tempo attraverso generazioni di artisti e di artigiani laccatori, la lacca giapponese si identifica per il suo vasto campo di applicazione come una delle manifestazioni fondamentali di tutta la storia artistica del Giappone. Nel sec. XV la lacca quale mezzo di decorazione, dopo essersi diffusa in vari Paesi dell'Asia sudorientale, raggiunse il centro del mondo islamico della Persia timuride e della Turchia e quindi dell'India Moghūl, dove si affermò nel campo della rilegatura di manoscritti partecipando così dell'arte e degli stili della miniatura.

Arte: diffusione in Occidente

Con la medesima denominazione, ma con l'impiego di altre sostanze e di altri meno laboriosi trattamenti tecnici, l'arte della lacca si diffuse in Occidente, coincidendo con la moda dell'esotico e le cosiddette cineserie, tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento. In Europa (Italia, Inghilterra, Francia, Olanda, Portogallo) la lacca trovò le sue maggiori manifestazioni nel settore del mobile, favorendo così lo sviluppo di nuove categorie artigianali specializzate in questo campo, nel quale si affermarono soprattutto i laccatori veneziani e francesi. Sia in Oriente sia in Occidente la tradizione della lacca sopravvive in manifestazioni limitate ma non per questo meno ricercate.

Bibliografia

M. Dupont, Les meubles de la Chine, Parigi, 1950; M. Feddersen, Les laques chinois, Parigi, 1958; W. Holzhause, Lackkunst in Europa, Brauenschweig, 1959; B. von Rague, Geschichte der japanischen Lackkunst, Berlino, 1967; G. Francillon, Les laques de la Chine, Ginevra, 1979.

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