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lipasi

sf. [sec. XIX; da lipo-+-asi]. Gruppo di enzimi esterasici, che nei tessuti animali e nelle piante provocano la scissione idrolitica dei trigliceridi, i quali per passare attraverso la membrana cellulare, devono essere scissi in composti più piccoli. Esistono vari tipi di lipasi: la lipasi gastrica, la lipasi pancreatica e la lipasi enterica, fondamentali nella digestione dei grassi. Esse si riversano nel tubo digerente, dove staccano gli acidi grassi dai trigliceridi, assunti con la dieta a tappe successive: dapprima vengono liberati i digliceridi, poi i monogliceridi, che a loro volta producono glicerolo e acidi grassi. Le molecole semplici così formatesi passano nelle cellule intestinali e di qui nella linfa e nel sangue. La lipoproteinlipasi (clearing-factor) trasferisce invece ai tessuti periferici i lipidi circolanti, legati alle lipoproteine e ai chilomicroni, che provengono rispettivamente dalla sintesi epatica e dalla digestione dei grassi. In tal modo i tessuti vengono riforniti di energia sotto forma di acidi grassi. La lipasi ormono-sensibile si trova nel tessuto adiposo e serve a idrolizzare i trigliceridi di deposito ad acidi grassi e glicerolo; questi prodotti vengono immessi nella circolazione sanguigna ogni volta che diminuiscono le scorte di glucosio, per esempio nel digiuno. L'attivazione della lipasi ormono-sensibile viene indotta da ormoni, come le catecolammine e l'ormone della crescita e viene inibita dall'insulina.

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