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mósca

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Lessico

sf. [sec. XIV; latino musca].

1) Denominazione comune di un grandissimo numero di Insetti dell'ordine dei Ditteri.

2) Nelle loc. fig. ed estens.: prendere mosca, fare un lavoro inutile; raro come le mosche bianche, di persona o cosa rarissima, eccezionale; morire come le mosche, in grandissimo numero; non si sente (volare) una mosca, c'è un silenzio assoluto; restare, andarsene con un pugno di mosche, restare deluso, a mani vuote; gli saltò la mosca al naso, ebbe uno scatto d'ira, perse la pazienza; far venire la mosca al naso, irritare, far inquietare; far di una mosca un elefante, esagerare a sproposito pericoli, ostacoli e simili; non farebbe male a una mosca, di chi è assolutamente incapace di nuocere; mosca!, zitto e mosca!, silenzio, sta zitto!; persona fastidiosa e molesta: sei proprio una mosca.

3) Nella pesca, qualsiasi insetto o imitazione di insetto utilizzato come esca nella pesca in superficie. L'insetto naturale viene generalmente usato da pochi pescatori dotati di estrema abilità. Le mosche artificiali sono invece assai diffuse e le principali sono: la mosca secca, destinata a galleggiare; la mosca annegata, che lavora sotto la superficie e imita un insetto morto o alla fine della sua metamorfosi; la ninfa, che lavora sul fondo e imita le larve.

4) Nel linguaggio della moda, piccola barba a punta; piccolo neo posticcio di taffetà nero, a forma di fiore, cuore, stella, ecc., più noto con il nome francese mouche, che le donne si applicavano sul viso o sulla scollatura nei sec. XVII-XVIII.

5) Nello sport, la prima categoria di atleti, la più leggera: nella lotta comprende quelli sino a 52 kg di peso; nel pugilato i professionisti sino a 50,802 kg e i dilettanti sino a 51 kg.

6) Mosca cieca, vedi moscacieca.

Zoologia

La mosca per eccellenza è la mosca domestica (Musca domestica), della famiglia dei Muscidi, cosmopolita, tanto comune da divenire il simbolo della molestia e della sporcizia; è importante vettore di germi patogeni, passando dai più disparati materiali infetti ai cibi e alle bevande. Fecondissima, la mosca domestica depone le uova in qualsiasi materiale organico più o meno decomposto; bastano poi ca. 10 giorni perché dalle larve si giunga all'individuo adulto, in grado a sua volta di riprodursi. Alla famiglia dei Muscidi appartengono anche la mosca della barbabietola (Pegomya betae), le cui larve scavano gallerie nelle foglie delle barbabietole, causando gravi danni; la mosca cavallina (Stomoxys calcitrans), abbondante nelle vicinanze di stalle, che si nutre in prevalenza di sangue, pungendo a tale scopo tanto i quadrupedi che l'uomo, soprattutto nelle giornate afose; la mosca del frumento (Hylemia securis), che può causare danni notevoli a questo cereale in quanto le sue larve ne divorano foglie e steli; la mosca tsè-tsè, del genere Glossina, che comprende una ventina di specie, proprie dell'Africa, tristemente famose in quanto, con la loro puntura, trasmettono gravi infezioni da Tripanosoma all'uomo e a numerosi mammiferi domestici e selvatici. Attive per lo più di giorno, sono munite di apparato boccale succhiatore perforante e si nutrono di sangue; si riproducono mediante emissione di larve già attive. Tra le specie principali, Glossina palpalis, che trasmette all'uomo il Tripanosoma gambiense, agente della malattia del sonno; Glossina morsitans, che trasmette all'uomo il Tripanosoma rhodesiense, altro agente della malattia del sonno; Glossina fusca e Glossina pallidipes, vettori di diverse tripanosomiasi dei bovini e degli equini. § Alla famiglia dei Tripetidi appartengono la mosca o verme delle ciliege (Rhagoletis cerasi), che si rinviene in quasi tutta l'Europa; da adulta si nutre di liquidi zuccherini, mentre le sue larve si nutrono della polpa delle ciliege; la mosca delle arance (Ceratitis capitata), oggi pressoché cosmopolita, che depone le uova nei frutti di diverse piante, dagli agrumi al pesco, dai fichi ai cachi, provocando danni notevoli; in Italia è presente soprattutto in Sicilia e in Calabria. § Notissima è la minuscola mosca del formaggio (Piophila casei) della famiglia dei Piofilidi, così detta in quanto le sue larve si sviluppano nel formaggio grasso, oltre che in altri materiali organici. L'ingestione con il formaggio di queste larve può provocare all'uomo un'infestazione intestinale. Per la mosca dell'olivo vedi Dacus. § La mosca di Golubatz (Simulium colombaschense), della famiglia dei Simulidi, in Europa centrale viene considerata un vero flagello, poiché attacca in enormi sciami quadrupedi domestici e selvatici, nonché l'uomo; si nutre di sangue, che talvolta sugge persino nel naso e nella trachea delle vittime; la sua puntura ha provocato nei Balcani vere stragi di bestiame. § La mosca di Hesse (Mayetiola destructor), appartenente alla famiglia dei Cecidomidi, è uno dei più temibili parassiti del frumento, dell'orzo e della segale, che danneggia gravemente quando si trova allo stadio larvale. Il suo controllo rappresenta tuttora un problema non risolto. § Con il nome di mosche verdi si indicano i Ditteri del genere Lucilia, più noti come mosconi verdi.