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mandrino

sm. [sec. XX; dal francese mandrin].

1) Organo meccanico impiegato su molti tipi di macchine utensili per trasmettere il moto rotatorio al pezzo o all'utensile. È costituito essenzialmente da un albero (pieno o cavo secondo la macchina su cui viene impiegato) sorretto alle estremità da due supporti, dotati di cuscinetti a rotolamento; a una delle estremità ha una sede conica che permette l'inserimento del codolo dell'utensile o della punta portapezzo. Su molte macchine utensili vengono usati mandrini autocentranti, atti a far coincidere l'asse di rotazione di un pezzo o di un utensile cilindrico con il suo asse geometrico. In tali mandrini l'esatta disposizione del pezzo è assicurata dalla rotazione di un dispositivo a spirale che provoca il movimento radiale contemporaneo degli elementi di serraggio.

2) Nelle operazioni di deformazione plastica a caldo o a freddo per l'ottenimento di tubi, corpo cilindrico allungato, con un'estremità che termina a punta opportunamente sagomata, usato per centrare, guidare e calibrare la superficie interna del tubo.

3) In medicina, sottile asta metallica, retta o curva, rigida o flessibile, che si introduce nel lume di un catetere, di un ago o di un trequarti, per mantenerne libero il lume.

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