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meato

sm. [sec. XIV; dal latino meātus, passaggio, canale].

1) Lett., qualsiasi via o apertura, in genere piuttosto stretta, che serva di passaggio.

2) In anatomia, termine generico per indicare un orificio, un passaggio o un breve canale, spesso di piccolo calibro, attraverso cui, per lo più, passa un liquido o una formazione anatomica o si pongono in comunicazione due cavità adiacenti o un viscere con l'esterno del corpo: meato acustico esterno, canale che, nell'orecchio esterno, corre dal padiglione (nel quale si apre all'esterno) alla membrana del timpano; meati nasali, piccoli spazi situati tra i cornetti nasali e la parte laterale delle omonime fosse, nei quali si aprono diverse cavità (cellule etmoidali, seni mascellare e frontale, canale naso-lacrimale); meato uretrale, orificio mediante il quale ciascun uretere sbocca nella vescica; meato urinario, orificio attraverso il quale l'uretra comunica con l'esterno; nel pene maschile si apre sul glande, nei genitali femminili, subito al di sotto del clitoride.

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