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megalografìa

sf. [dal greco megalographía, propr. grande pittura]. Termine di significato controverso, presente in un passo di Vitruvio riferito alla pittura e in pochi altri incerti frammenti, con il quale si intendono comunemente le pitture antiche di grandi dimensioni, come per esempio il fregio dionisiaco della Villa dei Misteri a Pompei. Secondo altre interpretazioni la parola andrebbe invece riferita alle pitture di contenuto nobile, moralmente elevato (in contrapposizione per esempio alle nature morte) o alle pitture di soggetto mitologico inserite nelle pareti delle case signorili romane (per esempio i due esemplari di Medea in meditazione, l'uno da Ercolano, l'altro da Pompei, entrambi nel Museo Nazionale di Napoli).

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