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nébbia

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Lessico

sf. [sec. XIV; latino nebŭla].

1) Idrometeora consistente in un aggregato di minutissime goccioline d'acqua in sospensione negli strati atmosferici più prossimi al suolo: era calata una fitta nebbia; un enorme banco di nebbia avvolgeva la città. Fig., confusione mentale o spirituale, offuscamento, appannamento: la nebbia dei ricordi; “da dolorosa nebbia il cor condenso” (Petrarca); talvolta per indicare vanità, inconsistenza: sciogliersi come nebbia al sole.

2) Per estensione, analogo ammasso di goccioline prodotte con sostanze chimiche per lo più a scopo bellico: nebbia artificiale, vedi fumogeno.

3) In botanica, nome comune della specie Gypsophila elegans oltre che di numerose malattie delle piante, dette anche comunemente mal bianco e oidio.

4) In fisica, camera a nebbia, rivelatore di particelle elementari cariche.

Meteorologia: formazione e categorie del fenomeno

Per convenzione internazionale, e ai fini delle osservazioni meteorologiche, è stato stabilito di definire nebbia il fenomeno fisico originato dalla condensazione del vapor d'acqua (sono esclusi quindi il fumo, la polvere, la caligine, ecc.) che riduce la visibilità orizzontale al suolo, attorno all'osservatore, a meno di 1 km. Se la visibilità, invece, è superiore a 1 km, lo stesso fenomeno viene definito foschia. Se la visibilità è attorno a 1 km e non si hanno precise misure sperimentali si parla indifferentemente di foschia densa o di nebbia leggera. Affinché la nebbia possa prodursi emantenersi sono necessarie un'umidità relativa molto alta (80-90%) e la presenza di nuclei di condensazione: in queste condizioni, il vapor acqueo può condensarsi per formare le goccioline in seguito a un abbassamento di temperatura o a un ulteriore aumento di umidità. La nebbia è un fenomeno che presenta forti analogie con la foschia e le nubi, distinguendosi dalla prima per una maggiore dimensione e concentrazione delle goccioline d'acqua e dalle nubi per i diversi processi di formazione e per la minore distanza dalla superficie terrestre. Le nebbie si distinguono in due categorie principali: nebbie frontali e nebbie di masse d'aria. Le nebbie frontali si producono lungo la superficie di discontinuità di due masse d'aria (fronte); sono dovute all'aumento di umidità prodotto dalla pioggia che cade dall'aria calda su quella fredda davanti al fronte caldo (nebbie di fronte caldo) o dietro a quello freddo (nebbie di fronte freddo). Le nebbie di masse d'aria si generano all'interno di masse d'aria indipendentemente dai fenomeni connessi con le zone frontali. In base ai processi di formazione si suddividono nei seguenti tipi: A) nebbie d'irraggiamento o di radiazione, che si formano quando, per raffreddamento causato dall'irraggiamento notturno, l'aria ricca d'umidità raggiunge la temperatura di saturazione; sono frequenti in situazioni di alta pressione con cielo sereno e vento debole: su zone di pianura con piccoli gradienti barici possono essere molto persistenti ed estese e si diradano solo nelle ore pomeridiane dopo prolungata insolazione. B) Nebbie di trasporto o di avvezione, che si formano durante il passaggio di masse d'aria umida calda su superfici più fredde; sono di questo tipo le nebbie di mare, come quelle, spesse e persistenti, che si producono a S dell'isola di Terranova dove l'aria umida e calda formatasi sulla Corrente del Golfo passa sopra la superficie fredda della Corrente del Labrador; altro esempio è dato dalle cosiddette nebbie di vapore che si formano sopra le superfici dei laghi e dei corsi d'acqua per evaporazione e condensazione del vapore immesso nell'aria fredda soprastante. C) Nebbie di rimescolamento, che si generano nel rimescolamento di due masse d'aria a temperature diverse qualora venga raggiunta la temperatura di saturazione. Le nebbie riducono la visibilità orizzontale e verticale e costituiscono spesso un serio e pericoloso ostacolo alle comunicazioni marittime, aeree e terrestri, specialmente in inverno e autunno, periodi di massima frequenza e intensità del fenomeno. Assumono pertanto grande importanza gli studi sulla possibilità di prevedere e dissipare la nebbia.

Meteorologia: studi per la prevenzione e l'allontanamento della nebbia

Per prevedere le nebbie è necessario conoscere esattamente sia i processi di formazione sia la topografia della zona; tuttavia, data l'instabilità e la variabilità locale del fenomeno, un'esatta previsione si presenta piuttosto difficile: una piccola variazione d'intensità o di direzione del vento è infatti sufficiente a far fallire la previsione. Anche i tentativi di dissipare le nebbie non hanno dato finora esiti soddisfacenti. Tra le migliaia di procedimenti proposti e in parte sperimentati per disperdere le nebbie quelli più significativi sono: l'allontanamento della stessa per mezzo di vento prodotto artificialmente con grandi ventilatori, metodo applicabile solo su piccola scala e in determinate condizioni; la sua evaporazione, per esempio provocando un aumento di temperatura di qualche grado mediante accensione di bruciatori alimentati a petrolio, metodo applicato con discreto successo negli aeroporti ma assai costoso; la trasformazione in cristalli di ghiaccio o in gocce di pioggia, capaci di cadere rapidamente al suolo, provocata per condensa delle goccioline di nebbia mediante apposite sostanze come ghiaccio secco o propano liquido o sale, metodo particolarmente indicato per le nebbie formate da goccioline sopraffuse. § Il Codice della Strada obbliga il conducente di un veicolo a tenere una velocità moderata, secondo il grado di foschia, pena l'ammenda. In caso di nebbia è consentito l'uso di appositi fari anabbaglianti antinebbia.

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