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quèrcia

sf. (pl. -ce) [sec. XIV; latino quercĕa, agg. f. di quercus-us, quercia]. Nome comune usato per indicare le piante del genere Quercus di piante della famiglia Fagacee con varie specie legnose di importanza forestale. Sono alberi o arbusti a foglie alterne, intere, dentate o lobate, caduche o persistenti, i fiori maschili in amento, quelli femminili isolati o in amenti poveri; i frutti (ghiande) sono a noci fornite di cupula. Le querce sono diffuse nelle zone montane tropicali (Messico, Himalaya, Indonesia), nei climi di tipo mediterraneo (California, bacino mediterraneo) e in quelli temperati (Nordamerica, Asia, Europa). Sono specie sociali a esigenze ecologiche molto varie. In Italia le più interessanti sono la quercia comune o farnia, il rovere, la roverella, il cerro, il leccio, la sughera.§ Il nome della quercia è frequente in similitudini o in senso fig. per indicare solidità, vigore o piena salute: forte, robusto come una quercia; non è una quercia, detto eufemisticamente di persona dalla salute cagionevole o dal sistema nervoso fragile. Per antonomasia, nel linguaggio politico e giornalistico, il partito dei Democratici di Sinistra, sul cui simbolo compare questa pianta: i deputati della Quercia hanno votato compatti a favore del provvedimento.

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