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rosolìa

sf. [sec. XVIII; da ròsa, con allusione al colore dell'esantema]. Malattia infettiva, esantematica, detta anche rubeola o roseola epidemica, sostenuta da un virus reperibile nelle vie aeree superiori nel periodo prodromico e all'inizio di quello eruttivo. Dopo un'incubazione di 2-3 settimane insorgono i sintomi prodromici: febbre, rinofaringite, tumefazione delle linfoghiandole latero-cervicali e retromastoidee. Successivamente compare l'esantema, caratterizzato da elementi papulo-eritematosi, scarsamente confluenti, che dal viso si estende al tronco e alla superficie estensoria degli arti. Il decorso di solito è benigno e le complicanze sono rare. Tuttavia è temibile in gravidanza: se contratta dalla donna durante i primi tre mesi di gravidanza sono possibili gravi malformazioni del nascituro (embriopatia roseolica): tali malformazioni riguardano gli occhi (cataratta congenita), l'orecchio (sordità), il cuore.

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