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rumóre (medicina)

in semeiotica medica, qualsiasi suono abnorme prodotto da organi, quali il cuore e i polmoni, caratterizzati da funzioni fisiologiche necessariamente accompagnate da suoni, dotati di particolari caratteristiche foniche ritenute normali. A livello dell'apparato respiratorio i rumori respiratori abnormi di più frequente riscontro e caratteristici di determinate condizioni morbose sono i rantoli umidi, a grosse o medie o piccole bolle; i rantoli secchi, i crepitii, più evidenti nell'inspirazione, provocati dal forzato passaggio dell'aria in alveoli occupati da secrezione o atelettasici, come avviene nelle fasi di ingorgo o di risoluzione delle polmoniti, nell'edema polmonare in formazione, negli infiltrati iniziali tubercolari; i rantoli atelettasici, simili ai crepitii, sono udibili alla base dei polmoni e scompaiono dopo pochi atti respiratori profondi; il rumore di sfregamento pleurico può essere aspro o dolce, è percepibile durante tutte le fasi respiratorie, non si modifica dopo i colpi di tosse e si ode più intensamente premendo con lo stetoscopio nel punto scelto per l'ascoltazione. Anche l'ascoltazione del cuore consente spesso di rilevare rumori patologici, che, sulla base delle loro caratteristiche, della sede e delle linee di propagazione, costituiscono utili elementi per un orientamento diagnostico; si distinguono rumori endocardici in corrispondenza dei quattro focolai di ascoltazione (mitralico, polmonare, aortico, tricuspidale) o in altre sedi anormali, pre-, proto-, mesosistolici o diastolici, di varia intensità e di diverse caratteristiche foniche (soffianti, dolci, di sega, aspri); e rumori esocardici di origine pericardica, pleuropericardica, pericardio-peritoneale.

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