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sonàglio

sm. [sec. XIV; dal provenzale sonalh, dal latino tardo sonacŭlum, da sonāre, suonare].

1) Piccola sfera metallica incavata, con un foro in alto, contenente una pallina di ferro o di ottone che, urtando contro le pareti a ogni movimento, produce un suono squillante: un collare col sonaglio; i sonagli della slitta. Fissato a una cinghia di cuoio e applicato ai polsi o alle caviglie, il sonaglio viene usato come strumento ritmico per accompagnare la danza.

2) Lett., bolla d'aria che si forma in un liquido agitato o in ebollizione: “Fa già l'acqua qualche sonaglio” (Pascoli).

3) In zoologia, organo proprio di molti crotali e costituito da un certo numero di astucci cornei, cavi, articolati mobilmente fra loro, la cui rapida vibrazione produce un caratteristico suono crepitante udibile, per le specie più grandi, ad alcune decine di metri di distanza. Il sonaglio si accresce durante tutta la vita, in quanto un nuovo elemento viene aggiunto a ogni muta del serpente, ma poiché gli elementi più posteriori sono soggetti a usura, in genere, negli animali in natura, non presenta più di 6-8 elementi. Il sonaglio viene posto in vibrazione dai serpenti in situazioni di pericolo o di irritazione, e il suono prodotto ha acquistato una funzione di avvertimento, o di minaccia, in contesti extraspecifici. Serpente a sonaglio, denominazione comune dei crotali dotati di sonaglio.

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