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telemetrìa

sf. [sec. XX; da telemetro]. Teoria e tecnica della misura indiretta della distanza fra due punti visibili l'uno dall'altro. A seconda dei sistemi impiegati nella determinazione della misura della distanza la telemetria si suddivide in due branche ben distinte: ottica e elettronica. La prima impiega strumenti come i tacheometri e i teodoliti abbinati a stadie e i telemetri, la seconda utilizza distanziometri a onde. Nella ottica la distanza viene ricavata con strumenti dotati di canocchiale distanziometrico posti su un estremo del lato da misurare abbinati a stadie poste sull'altro estremo oppure con telemetri, quando il punto è inaccessibile. L'angolo sotto il quale dal canocchiale si osserva la graduazione sulla stadia è detto angolo parallattico e può essere costante o variabile. La stadia può essere posta in posizione verticale o orizzontale. Per determinare la distanza gli elementi angolari sono misurati con il tacheometro o con il teodolite (a seconda delle precisioni che si vogliono ottenere) mentre quelli lineari sono valutati sulla stadia. Con il telemetro invece l'operatore può leggere il valore della distanza su una scala graduata dopo aver effettuato la coincidenza dell'immagine del particolare osservato. Nella telemetria elettronica la distanza viene ricavata impiegando strumentazioni che essenzialmente si possono distinguere in apparati a onda continua modulata e apparati a impulsi. Nei primi, che generano onde luminose portanti modulate in ampiezza o in intensità, la distanza è determinata dal numero intero delle mezze lunghezze d'onda di modulazione contenuto nella distanza e aumentato della frazione della mezza lunghezza d'onda ottenuta misurando la differenza di fase fra onda emessa ed onda riflessa. Fanno parte di questa famiglia di apparati la stragrande maggioranza dei sistemi usati in telemetria. Negli apparati a impulsi la distanza è data dalla metà del tempo di propagazione dell'onda intercorso fra l'andata e il ritorno. In entrambi i sistemi di misura grande importanza assume la conoscenza dell'indice di rifrazione dell'atmosfera che influenza sia la forma della traiettoria dell'onda che la sua velocità di propagazione in maniera non lineare. Da ciò scaturisce una seconda distinzione degli apparati: quelli impiegati per misure in presenza di atmosfera e quelli essenzialmente impiegati in assenza di atmosfera. In questa seconda categoria rientrano quelli utilizzati nel settore geodetico per la misura di distanze fra i punti della superficie terrestre e i satelliti attivi ai fini della determinazione delle coordinate dei punti stessi con i metodi della geodesia spaziale. Il primo sistema impiegato in telemetria elettronica è stato il radar. Da allora in poi sono stati realizzati moltissimi apparati che consentono di misurare in modo indiretto le distanze, ottenendo precisioni anche geodetiche. Questi strumenti di misura hanno sviluppato la tecnica della trilaterazione a fianco della triangolazione tradizionale. In geodesia e in topografia la telemetria è presente con i geodimetri a luce laser (sistemi elettro-ottici) e con i tellurometri (sistemi elettronici) nella misura di lati nelle reti geodetiche e di raffittimento e nella misura di distanze nel rilievo di dettaglio e nelle poligonali. Oltre a ciò la telemetria trova largo impiego nei sistemi di navigazione marittima e aerea, in quelli di controllo per la definizione delle orbite perturbate dei satelliti, dei movimenti globali e locali della crosta terrestre, dei movimenti terra-luna e della rotazione terrestre e anche in quelli di comando e controllo dei sistemi missilistici intercontinentali. In Italia, nel quadro del Piano Spaziale Nazionale approvato dal Governo italiano nel 1979, è stata realizzata vicino a Matera una stazione di telemetria laser che utilizza il satellite Lageos (Laser Geodynamics Satellite) messo in orbita dalla NASA. La stazione, gestita da Telespazio, è operativa dall'agosto 1983 e partecipa a un programma di geodesia spaziale finalizzato allo studio dei movimenti e della deformazione della crosta terrestre. La stazione di Matera fa parte di una rete di stazioni di telemetria sparse su tutta la superficie terrestre .

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