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Che cos'è l'espansione dell'universo?

Ai tempi di Einstein (ed anche prima) l’universo era considerato come un universo statico, cioè come un' immensa sfera con le galassie sempre nella stessa posizione e, soprattutto, avente un centro. In tale situazione evidentemente ci si chiedeva perché, a causa della gravità, esso non collassasse verso il centro. Lo stesso Einstein, nelle sue formule, aveva dovuto introdurre un termine (derivante da una ipotetica forza repulsiva) che chiamò "costante cosmologica".

Nel 1929, il fisico Hubble fece una scoperta stupefacente: le galassie si allontanano tutte le une dalle altre con una velocità proporzionale alla loro distanza reciproca.
Cioè, in qualunque parte dell’universo, due galassie lontane tra di loro si allontanano più velocemente di due galassie vicine. Questa è appunto la legge di Hubble.
Applicando tale legge al contrario, tornando cioè indietro nel tempo, si trova che tutto l’universo doveva essere concentrato in un punto. Ciò è accaduto appunto circa 14 miliardi di anni fa, e quel momento in cui tutto ebbe inizio, è chiamato  "Big Bang".

L’espansione dell’universo non deve essere vista come una grande esplosione, nel senso comune di tale termine. Infatti un'esplosione ha un centro, mentre l’universo non ne ha uno: ogni punto dell’universo può esssere considerato come il suo centro.
Il migliore esempio per comprendere tale fenomeno è quello di considerare la pasta di un panettone durante le sua cottura: ogni chicco d’uvetta si allontana dagli altri con una velocità proporzionale alla loro distanza. Così accade alle galassie nell’universo.

Credit foto: ©Denis Tabler - Fotolia.com

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