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Impressionisti a Milano: a Palazzo Reale le opere provenienti dallo Sterling and Francine Clark Art Institute

L'impressionismo approda a Milano. La rottura con gli schemi accademici, la soggettività in pittura e la giustapposizione del colore saranno gli indiscussi protagonisti della mostra allestita a Palazzo Reale, visitabile fino  al prossimo 19 giugno 2011.

Intitolata molto semplicemente 'Impressionisti', protagoniti saranno i capolavori provenienti dalla Collezione Clark, alla prima tappa di un inedito tour mondiale.
Gli spettatori potranno ammirare ben 73 opere dei maestri francesi dell'ottocento, tra i quali troviamo  Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Edgar Degas, Édouard Manet, Berthe Morisot e Camille Pissarro: gruppo che va a rappresentare il vero e proprio zoccolo duro della corrente artistica dell'impressionismo.

Sviluppatosi in Francia nella seconda metà dell'Ottocento fino ai primi anni del Novecento, l'impressionismo fonda la propria poetica sulla riproduzione delle sensazioni e percezioni visive che i paesaggi o i soggetti protagonisti trasmettono all'artista nell'immediatezza e nella mutevolezza del momento. Gli impressionisti furono i primi ad utilizzare il cavalletto portatile per dipingere all'aperto: per la prima volta nella storia dell'arte, il paesaggio non è più qualcosa di aggiunto ma diventa fondamentale, poiché è lui ad avvolgere e modificare la figura.

Compito del pittore impressionista è quello di fissare l'instantaneità degli aspetti mutevoli, ricreati attraverso la giustapposizione di rapidi tocchi di colore e con l'eliminazione del chiaroscuro, del disegno e degli effetti plastici, mirando quindi ad una reale fusione tra oggetto, spazio e atmosfera.

Le opere ospitate a Palazzo Reale appartengono, come detto sopra, allo Sterling and Francine Clark Art Institute, fondazione fondata nel 1955  presso il Williams College grazie alle opere d'arte donate dai coniugi Clark, appassionati e collezionisti d'arte, che acquistarono il nucleo principale della collezione tra il 1910 e il 1950.

La mostra milanese è curata da Richard Rand, mentre il percorso espositivo, realizzato con la consulenza scientifica di Stefano Zuffi, è articolato in dieci sezioni che testimoniano le innovazioni proprie della seconda metà del 1800, ampiamente presenti nella corrente dell'impressionismo: Impressione, Luce, Natura, Mare, Città e campagna, Viaggi, Corpo, Volti, Società e Piaceri.

Una mostra che punta sui capolavori dell'impressionismo senza però dimenticare di includere fondamentali opere dei pittori barbizonniers quali Jean-Baptiste-Camille Corot, Jean-François Millet, e Theodore Rousseau, dei maggiori pittori accademici del tempo quali William-Adolphe Bouguereau, Jean-Léon Gérôme e Alfred Stevens, e di post-impressionisti quali Pierre Bonnard, Paul Gauguin e Henri de Toulouse-Lautrec.

02/03/2011

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