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Allergie alimentari: allarmismo e troppa apprensione fanno crescere il bambino in solitudine

Patologia soprattutto legata all'alimentazione, a soffrire di allergia, solo in Europa, sono circa 17 milioni di persone, delle qualli due milioni si trovano in Italia.

Ma cos'è l'allergia? Per allergia si intende una malattia del sistema immunitario che, stimolato da sostanze abitualmente innocue ai più, provoca invece nei soggetti allergicireazioni eccessive e talvolta molto pericolose.

Un termine utilizzato già a partire dal 1906 e introdotto nel lessico medico grazie ai pediatri viennesi Clemens Von Pirquet e Béla Schick, i primi ad osservare reazioni di ipersensibilità eccessiva a seguito di somministrazione di sieri.

In più di un secolo di sperimentazione e ricerca medica, la conoscenza sulle allergie è cresciuta di molto, probabilmente di pari passo alla diffusione delle intolleranze stesse: negli ultimi 10 anni, infatti, il numero dei bambini allergici tra gli 0 e i 5 anni è praticamente raddoppiato.

Nonostante siano molte le persone nel mondo a soffrire del disturbo, ad oggi non esiste alcuna cura: per ovviare il problema bisogna evitare gli allergeni e, nel caso di reazione, allergica, assumere i prodotti farmacologici adatti.

Tuttavia il disagio derivante dall'essere soggetti allergici non è di natura esclusivamente medica, ma anche sociale ed è un aspetto che riguarda soprattutto i più piccoli.

A dirlo è una ricerca condotta dal Centro Regionale delle Allergie Alimentari dell'azienda ospedaliera dell'Università di Padova, presentata nel corso del  Food allergy and anaphylaxis meeting dell'European Academy of Allergy and Clinical Immunology, convegno in corso fino a sabato.

I più piccoli, o comunque gli under 18, crescono consapevoli del rischio che corrono ingerendo determinati cibi, e la paura del rischio si ripercuotono sulla vita di relazione.
Complici la consapevolezza e le eccessive raccomandazioni di mamma e papà, i bambini e i ragazzi allergici tendono ad isolarsi dai coetanei manifestando, rispetto a questi ultimi, maggiore tendenza ad ansia e stress.

L'evitare determinati cibi, la vita alimentare spesso monotona (lamentata dal 71% degli intervistati) e la paura di star male per un semplice boccone porta, il 17% dei bambini ad evitare volontariamente feste, gite scolastiche e tutte quelle situazioni in cui sia contemplata la necessità di mangiare fuori casa.

La conseguenza di questo atteggiamento ansiogeno nei confronti dell'alimentazione, alla lunga porta il bambino o il teenager a sviluppare un carattere chiuso, introverso e soprattutto diffidente dei confronti del prossimo.

Una ricerca che fa riflettere e soprattutto ci mostra in che modo correggere il nostro comportamento: l'allergia, infatti, deve essere certamente vissuta con la giusta apprensione che, però, non deve assolutamente trasformarsi in inutile allarmismo. La rinuncia nell'ambito alimentare infatti, non può e non deve diventare un atteggiamento rinunciatario nell'ambito del sociale.

21/02/2011

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