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Astenia autunnale: cos’è e come si cura la stanchezza stagionale

Foglie che cadono, colori caldi e tipica aria umida, fresca e frizzantina: l'autunno è arrivato e, inesorabile, continua a traghettarci dal caldo estivo al freddo invernale. Un periodo particolare che non porta con sé solo la bellezza di una stagione decadente ma anche aspetti negativi e fastidiosi: cali di temperatura e giornate visibilmente più corte sono, infatti, solo alcune delle caratteristiche tipiche di una stagione capace di far piombare, una consistente parte della popolazione, in una strana e irritabile letargia.

Una letargia che ha un nome preciso: astenia autunnale. Si tratta di una sindrome i cui sintomi, riconoscibilissimi, sono da imputarsi all'arrivo del freddo e all'accorciarsi delle giornate a causa del ritorno all'ora solare. Difficoltà a svegliarsi al mattino, stanchezza fisica, difficoltà di concentrazione, irritabilità e debolezza diffusa: sono questi i modi in cui si manifesta l'astenia autunnale, sindrome di cui, dice un sondaggio del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), soffre l'80% degli italiani.

Disagio temporaneo e facilmente superabile, quello dell'astenia autunnale è tuttavia un problema al quale è possibile reagire con alcuni semplici accorgimenti capaci, nel loro insieme, di ripristinare i processi fisiologici messi in crisi dall'arrivo dell'autunno. L'astenia autunnale, infatti, si affronta adottando uno stile di vita più sano ed equilibrato rispetto agli eccessi estivi.

In effetti, prima e fondamentale regola per ritrovare la giusta energia è ripristinare un ciclo sonno-veglia adatto alla stagione. Bisogna sforzarsi di creare le condizioni per un corretto riposo notturno. La sera è quindi necessario evitare di consumare bevande eccitanti quali alcool, caffè e tè, nemiche di un buon sonno ristoratore.

Un ruolo importante lo gioca anche l'alimentazione che, nel periodo autunnale, deve essere organizzata in maniera differente rispetto alle altre stagioni. L'unico pasto realmente abbondante, infatti, deve essere la colazione: in questo modo avremo a disposizione tutte le energie necessarie a far ingranare la giornata e la routine quotidiana.

Al fine di evitare pesantezza e sonnolenza a pranzo bisogna preferire la leggerezza a piatti elaborati e molto conditi. Allo stesso modo, la cena deve comprendere cibi facilmente digeribili: in questo modo la digestione non andrà a incidere sulla qualità del sonno notturno.

Sono poi da preferire quegli alimenti ricchi di triptofano, amminoacido essenziale le cui proprietà sono anche ansiolitiche e antidepressive: via libera, quindi, a frutta e verdura, con un occhio di riguardo per il pesce, la soia, la zucca e il latte.

Un'attenzione particolare va poi rivolta al movimento: svolgere attività fisica aiuta, paradossalmente, a recuperare energia e concentrazione fisica aiutandoci, allo stesso modo, a prendere sonno e a farci dormire meglio.

03/11/2011

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