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Qual è l'origine dei mulini a vento?

I mulini a vento hanno origine persiana. Gli storici sono concordi nell'affermare che i primi esemplari vennero costruiti nel VII secolo d.C. nei territori che oggi appartengono all'attuale Iran.

Utilizzati per macinare cerali e azionare le pompe per l'irrigazione dei campi, i mulini persiani erano dotati di pale di stuoia intrecciate che, spinte dal vento, mettevano in moto una ruota alla quale queste erano fissate.
Era anche abitudine ricoprire metà della ruota, spesso con un muro: un accorgimento attraverso il quale non si rischiava che le pale, trovandosi momentaneamente controvento, frenassero il movimento della ruota.

L'uso dei mulini non si diffuse immediatamente in tutto il mondo: per vederli arrivare in Europa, infatti, dobbiamo aspettare il XII secolo.
Si può dedurre l'inizio di questa 'esotica' usanza grazie ad una bolla pontificia datata 1105, nella quale si autorizzava la costruzione di mulini a vento nelle diocesi di Coutances, Bayeuz e Evreux.

I mulini europei erano molto più grandi rispetto a quelli persiani, oltre ad essere dotati di un maggior gradi di complessità. Da questo momento in poi l'uso del mulino a vento non sarà esclusivamente agricolo: esso fu utilizzato anche per spremere oli, macinare sale e azionare segherie, per esempio.

 

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