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Statuaria come un marmo
greco, con il viso di una Madonna, Venere è simbolo
della bellezza ideale. Nasce dal mare, portata da una grande
conchiglia che viene sospinta a riva dal soffio intrecciato
di Zefiro e Clori, mentre Ora, personificazione della primavera,
si avvicina per avvolgerla in uno splendido mantello fiorito.
Come è stato osservato, il rapporto tra le due figure
femminili e la composizione dei gesti rimanda all'iconografia
classica del battesimo di Cristo ad opera del Battista e investe
il racconto mitologico di più ampi significati.In questo
modo il Botticelli mostra la sua familiarità con i
circoli culturali dell'epoca e in particolare con la filosofia
neoplatonica che vedeva nei miti antichi l'anticipazione delle
idee cristiane. La nascita di Venere, insieme con La Primavera
e Pallade doma il centauro, fu commissionata al Botticelli
da Lorenzo di Pier Francesco de' Medici per la Villa di Castello,
nella campagna fiorentina. Le tre tele, tutte di grandi dimensioni,
rappresentano un'importante innovazione nella pittura dell'epoca,
in quanto per la prima volta un tema profano era trattato
con la stessa dignità e le stesse imponenti misure
fino allora riservate alle pale religiose.
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