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I grandi dell'arte: Courbet
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  Courbet cominciò questo dipinto a Ornans nel 1856 e lo finì in tempo per il Salon dell'anno seguente, al quale, come si aspettava, fu condannato come un'illustrazione sfacciata di un comporatamento immorale. In una violazione flagrante di ciò che era visto come giusto, due giovani donne hanno deciso di sdraiarsi sull'erba in un luogo pubblico, dove i rispettabili parigini potrebbero passeggiare con la famiglia. I visitatori del Salon rimasero scandalizzati. A difesa di Courbet, Proudhon scrisse che il dipinto era un'allegoria politica: le donne vestite alla moda rappresentavano il distruttivo effetto dei valori borghesi. La donna in primo piano rappresentava gli istinti primari, animali: "C'è qualcosa del vampiro in lei" scrisse. "Scappa, se non vuoi che questa Circe ti trasformi in una bestia". Il suo costoso scialle, appoggiato sul petto, confermava il suo materialismo. L'altra donna era "soprattutto interessata al suo conto in banca... Conosce gli affari, ha delle quote e del denaro nei fondi". Anche se è molto improbabile che l'artista avesse in mente simili pensieri, i commenti di Proudhon illustrano di fatto come l'opera di Courbet fosse interpretata dai suoi amici radicali. Il dipinto può essere visto come il precursore delle scene di vita parigina raffigurate dagli impressionisti.