Il Musée d'Orsay
Posto in una prestigiosa posizione, di fronte al Louvre, sorge in
una ex stazione ferroviaria, costruita in stile sontuoso alla fine dell'Ottocento
La gare d'Orsay fu costruita tra il 1898 e il 1900 nel luogo in cui in precedenza
sorgeva il vecchio Palazzo d'Orsay, distrutto dal fuoco nel 1871. Occupava una
prestigiosa posizione sulla riva sinistra della Senna, di fronte al Louvre e ai
Giardini delle Tuileries, ed era il capolinea parigino dello Chemin de Fer d'Orléans,
la compagnia ferroviaria che serviva il sud-ovest della Francia. Di fianco ad
essa un lussuoso hotel contava 370 stanze, tra cui una sontuosa sala da ballo
in stile neo-rococò.
L'architetto incaricato di costruire la Gare d'Orsay, Victor Laloux, realizzò
quasi volutamente un esterno riccamente decorato con archi, colonne e statue sulla
facciata, piramidi, torrette, frontoni e stemmi sul tetto. Tutto ciò mascherava
una struttura su diversi piani, in metallo e vetro, per certi versi simile a una
cattedrale.
Una volta finita, la Gare d'Orsay fu una delle più moderne e tecnologicamente
avanzate del mondo: oltre ad avere luce, ascensori e scale mobili era anche capolinea
di treni elettrificati. Come notò un viaggiatore dell'epoca, "ogni
cosa era motorizzata dall'elettricità" e anche il bagaglio dei passeggeri
veniva trasportato da un livello all'altro su rulli mobili. In meno di due decenni,
tuttavia, la stazione risultò superata: il rapido progredire della meccanizzazione
ne provocò la crisi e diventò difficile farla funzionare perché
molte delle sue caratteristiche, una volta nuove e all'avanguardia, diventarono
obsolete; così nel 1939 il servizio fu sospeso. Negli anni successivi,
lo stabile fu adibito a vari usi: nel 1945 fu famoso come sede di transito dei
prigionieri di guerra; nel 1962 fu lo straordinario set del film di Orson Welles
Il processo; nel 1973 fu scelto come sede stabile dalla compagnia teatrale di
Jean-Louis Barrault e di sua moglie e nel 1974 diventò sala di vendita
dell'Hôtel Drouot, la casa d'aste più importante di Parigi.
Intorno al 1980, gli architetti del Musée d'Orsay restaurarono gran
parte delle strutture ideate da Victor Laloux. La sala principale, per esempio,
fu aperta per dar risalto alle arcate vetrate della navata e su entrambi i lati
della navata centrale furono creati nuovi spazi espositivi, coperti da terrazze.
La luce naturale illumina diverse ampie gallerie nella parte superiore dell'edificio,
sotto il tetto della stazione e del vecchio hotel, molti locali del quale conservano
la funzione originaria: la spaziosa sala da pranzo è diventata oggi il
ristorante del museo. Ovunque, tuttavia, sono visibili i pilastri in ghisa e le
griglie di metallo di Laloux; ma le nuove strutture, i materiali e i colori si
armonizzano gradevolmente con quelle originali.
Benché il Musée d'Orsay sia conosciuto dal pubblico soprattutto
per la raccolta di dipinti impressionisti, in realtà vanta una magnifica
collezione di opere che partono dalla seconda metà del XIX secolo e non
espone esclusivamente dipinti, ma anche importanti lavori di architetti, scultori,
fotografi e creatori d'arte decorativa e industriale dal 1848 al 1914.
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