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Non solo mostre









Domenico Gnoli
Domenico Gnoli
Maquette, 1967
Acrilico su tavola, 3 pannelli,
15 x 15 cm ciascuno
(Foto tratta dal catalogo della mostra Domenico Gnoli. Un nuovo sguardo, 2001, edito da Silvana Editoriale).

Domenico Gnoli
(Roma, 1933 - New York, 1969)

Nato il 3 maggio 1933 a Roma, Domenico Gnoli è figlio di Umberto, storico dell'arte e di Annie de Garrou, ceramista.
Educato a Roma, durante la guerra riceve dal padre alcune lettere illustrate con disegni che sono vere e proprie lezioni di architettura.
L'ambiente familiare lo spinge verso la pittura, tanto che in un'intervista del 1965 dichiara: "Sono nato sapendo di diventare pittore perché mio padre faceva capire che sarebbe stata l'unica cosa accettabile".

Dopo aver preso lezioni private di disegno e acquaforte da Carlo Alberto Petrucci, artista che lavorava con Moranti e Kokoschka, nel 1951 partecipa alla mostra collettiva "Art Graphique Italien" alla Galerie Georges Giroux di Bruxelles e, nel 1952, si iscrive a un corso di scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma che interrompe poco dopo per unirsi al gruppo teatrale Compagnia Capodoglio-Pilotto-Carraro-Miserocchi. Disegna alcune scenografie ispirandosi al Surrealismo Fantastico. Viene notato dall'attrice Vivi Gioi che gli commissiona una scenografia per la sua compagnia in vista della stagione 1952-53.

Nella primavera del 1953 partecipa a una mostra all'Accademia di San Luca di Roma dove presenta per la prima volta tre disegni realizzati per il teatro. Partecipa anche alla Prima Mostra Internazionale di Arti Figurative coordinata dal Palazzo Collisola di Spoleto. Nel 1954 è a Parigi, ove si dedica completamente alla pittura e si associa a Leonor Fini, Stanislas Lepri, agli artisti austriaci Ernst Fuchs, Arik Brauer e Frederich Hundertwasser, al pittore israeliano Mati Klarwein, allo scultore americano Jimmy Metcalf e agli attori Pierre Bertin e Madeleine Renaud. Nel medesimo anno partecipa anche alla mostra "Contemporary Italian Prints" a Filadelfia.

Nel 1955, su suggerimento di Michael Benthall direttore dell'Old Vic di Londra, il produttore Robert Helpmann gli commissiona le scenografie e i costumi per la commedia Shakespeare As You Like it (Come vi piace), rappresentata a marzo. Il lavoro di Gnoli è apprezzatissimo.

Domenico Gnoli
Sedia, 1969
Acrilico e sabbia su tela,
160 x 160 cm
(Foto tratta dal catalogo della mostra Domenico Gnoli. Un nuovo sguardo, 2001, edito da Silvana Editoriale).

Dal 1956, ritenendo che il lavoro teatrale lo sta "distraendo dall'essenziale", Gnoli si dedica esclusivamente alla pittura e al disegno, soggiornando tra Londra, Parigi e Roma. Allestisce la prima personale alla Saggittarius Gallery di New York e, a Maiorca, realizza una serie di illustrazioni sulle corride, pubblicate l'anno successivo sull'"Holiday Magazine".

Nel 1957 aspone alla Arthur Jefress Gallery di Londra conquistando l'attenzione della critica. Poi torna a New York, sposa la modella Luisa Gilardenghi, conosce l'editore Grossman, il traduttore Ivan Nabokov, Stuart Preston, Diana Vreeland (editore di "Vogue", i fotografi Henry Woolf e Henri Cartier-Bresson, il ballerino-coreografo Jerome Robbins, l'editore di "Fashion Magazine" Robin Butler, il giornalista della CBS Peter Rilley, il compositore Leonard Bernstein e il critico d'arte Stuart Preston.
A Venezia, invece, stringe amicizia con il pittore Tancredi e con Peggy Guggenheim. Sempre nel 1957 dipinge numerosi acquerelli per illustrare l'edizione Einaudi di Il barone rampante di Italo Calvino.

Nel 1958 realizza la scenografia e i costumi per il John Butler Ballet al Festival dei Due Mondi di Spoleto, mentre l'anno seguente esegue cinque illustrazioni in bianco e nero per l'articolo di Niccolò Tucci intitolato "Il mondo fantastico di Domenico Gnoli".

Nel 1960, ormai raggiunto il successo come illustratore sia a New York sia a Chicago, espone alcune sue opere in mostre collettive a New York, Londra, Dallas e lavora a Oreste or the Art of Smiling (Oreste o l'Arte di sorridere), per quale scrive il testo e produce ventiquattro disegni a colori.

Domenico Gnoli
La partenza, 1962
Bozzetto per Seebring Race.
China cinese e acquerello su carta, 455 x 420 mm
(Foto tratta dal catalogo della mostra Domenico Gnoli. Un nuovo sguardo, 2001, edito da Silvana Editoriale).

Nel 1961 per la rivista "BP" esegue tre disegni che illustrano il racconto Le Professioni del Sogno di Ugo Moretti.

Nel 1962 allestisce una mostra individuale alla Bianchini Gallery di New York e pubblica la serie di illustrazioni su Harem intitolata Apollo Theatre sulla rivista "Show Magazine".

Nel 1963 conosce la pittrice Yannick Vu, che sposa nel 1965 e con la quale si reca a Maiorca stabilendosi a Deyá, invogliato dal clima mite della regione e dalla possibilità di isolamento e di solitudine che essa gli offre. Lì, inoltre, vi sono altri pittori ed artisti come Esteban Francés, scenografo di Balanchine, Mathias Klarwein, Ernst Fuchs, Arik Brauer, nonché scrittori come Robert Graves.
Durante l'estate naviga in barca dalle coste francesi alla Corsica e alla Sardegna e incontra Pat Lucker, Jimmy e Fraukie d'Aulignac, Suzy d'Aulignac e Kenneth Reid, Guy Dumur e Solange Marotte, Michel Albert, Norman Yanikun, Bill e Jackie Waldren, Mike Saul e la moglie, Peter Lewis e Pepina Prieto, Jimmy Metcalf e Pilar Pelicer. A ottobre si reca a Parigi con i lavori realizzati durante i mesi estivi, esegue alcuni murali per Villa Dupont, dimora di Ben Jakober.

Nel 1964 a Roma dipinge l'acquerello Romeo and Juliet che appare nell'edizione di febbraio di "Holiday Magazine" e che vine esposto alla Harry Saltpeter Gallery di New York per una mostra dedicata a Shakespeare.
Durante la settimana santa viene inviato a Siviglia dall'"Holiday Magazine" e al ritorno realizza a Roma cinque stampe di cui quattro vengono pubblicate nell'edizione di aprile del 1965.

Nel 1965 partecipa al XXI Salon de Mai, al Salon de la Jeune Peinture di Parigi e alla mostra "de Métafisica" organizzata da Giuseppe Marchiori alla Galerie Krugier di Ginevra. Trascorre l'estate a Maiorca, poi va a Barcellona a visitare musei, passa l'inverno a Roma e poi va a Dakar, dove incontra il regista Folco Quilici. Poi va in Sud America e da Buenos Aires si reca negli Stati Uniti. Allestisce una personale alla Kovler Gallery di Chicago, dove presenta Alberic the Wise and Other Journeys, disegni a china e matita che illustrano il libro di Norton Juster pubblicato da Pantheon Book di New York.

Domenico Gnoli
Veduta posteriore, 1969
Acrilico e sabbia su tela,
150 x 11 cm
(Foto tratta dal catalogo della mostra Domenico Gnoli. Un nuovo sguardo, 2001, edito da Silvana Editoriale).

Nel 1966 torna in Europa e due suoi dipinti (uno dei quali, l'Autoritratto, verrà distrutto in un incendio alla Kovler Gallery di Chicago) vengono esposti all'esposizione "Homage to Silence" o "de Métafisica" alla Krugier Gallery di New York. Presenta i suoi disegni sulla settimana santa a Siviglia al SI '66 (pubblicati in "Holiday" e vince la medaglia d'oro come migliore illustratore dell'anno negli Stati Uniti (Society of Illustrators).

A Roma frequenta Fabrizio Clerici, Robert Caroll, Giosetta Fiorini, Lorenzo Tornabuoni, Titina Maselli, Fabio Rieti, Mario Schifano, il fotografo Ferruccio Nuzzo, il critico cinematografico Paolo di Valmarana, gli scrittori Alberto Moravia, Enzo Siciliano, Dacia Maraini e il cugino Raniero Gnoli. Conosce Balthus, all'epoca direttore di Villa Medici.


Ad aprile, insieme a Mario Schifano, visita il nord della Tunisia. A maggio torna a Maiorca e assiste alle corride, conoscendo anche diversi toreros. Partecipa al Premio Marzotto, allestisce una personale alla Galleria Galatea di Torino, va a Parigi dove i Roussel Laboratoires gli commissionano un quadro per la loro collezione.

Nel 1967 allestisce tre mostre individuali, presso la Galleria Il Cenacolo di Napoli, la Galleria Odyssia di Roma e la Galleria de Foscherari di Bologna, dove conosce Giorgio Cortenova. Lavora su sei disegni della serie Monsters (Mostri) che verranno esposti alla II Internazionale Der Zeichnung di Darmstadt. Espone alla Tyler School of Art di Roma e al Philadelphia Museum of Art. A maggio si trasferisce definitivamente a Maiorca e alla fine di settembre l'"Holiday Magazine" lo invia a Gerusalemme. Da lì si reca a Gerico dove conosce il fotografo Arnold Newman, inviato anche lui dall'"Holiday Magazine", rivista che riproduce cinque stampe di Gnoli per illustrare l'articolo Jerusalem, the Holiest City di Herbert Gold. Sempre nel 1967 viene inviato al Prix de la Critique al Palais des Beaux-Arts di Charleroi.

Il 1968 si apre con la partecipazione al Salon des Grands et Jeunes d'Aujourd'hui a Parigi. Da febbraio viaggia nell'est europeo a visita Praga, Varsavia, Mosca, Zagorsk e Leningrado, tenendo un diario di viaggio. Illustra con otto stampe a colori e diversi disegni in bianco e nero A Journal of the Plague Year 1665 di Daniel Defoe.
A marzo allestisce una personale al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles. Ad aprile trasloca a s'Estaca, vicino al porto di Valldemossa. Vengono pubblicati i disegni Monsters su "Horizon" e a dicembre "Playboy" pubblica un racconto di Moravia con un suo disegno a colori.

Nel 1969 non lascia quasi mai Maiorca, tranne che per brevi periodi trascorsi a Nizza e a Roma. Si dedica alla pittura ed esegue caricature che chiama "cartoons" e brevi commedie. Nel 1970, inviato dall'"Holiday Magazine", si ferma qualche tempo alle Grenadine Islands nelle Piccole Antille. Poi, già molto malato, torna a New York alla fine di gennaio. Ricoverato al Columbia Presbyterian Medical Center, muore il 17 aprile.

(a cura di Caterina Vagliani)


LA MOSTRA

Domenico Gnoli. Un nuovo sguardo