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Introduzione
| Forma di governo |
Repubblica |
| Superficie |
14 604 kmq |
| Popolazione |
949 000 (stima 2002) 65 ab./kmq |
| Capitale |
Dili |
| Unità monetaria |
dollaro USA, dollaro australiano |
| Lingua ufficiale |
portoghese e tetum (ufficiale), bahasa Indonesia, inglese |
| Membro di |
ONU |
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per l'ingrandimento
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Timor fu inizialmente colonizzata dai Portoghesi, che sbarcarono
nell’isola nel XVI secolo, seguiti ben presto dagli Olandesi. La convivenza tra
le due potenze europee produsse conflitti che vennero definitivamente risolti
solo nel 1859, quando, con il Patto di Lisbona, Timor fu divisa in due parti. Di
fronte al nascere di un movimento indipendentista, agli inizi del XX secolo, i
Portoghesi decisero di coinvolgere i Timorensi nell’amministrazione della
colonia, ponendo così le basi per il formarsi di una intellighenzia locale,
antesignana del futuro movimento indipendentista. Dopo il ritorno alla
democrazia del Portogallo, nel 1974, il nuovo governo portoghese riconosceva
agli abitanti di Timor Est la libertà di costituire dei partiti politici:
nascevano così l'União Democratica Timorense (UDT), di tendenze conservatrici e
favorevole all'autonomia, l'Associacão Social Democratica Timorense (ASDT), di
formazione cattolico progressista, divisa in varie correnti (tra le quali una
minoritaria marxista), che dopo pochi mesi si trasformava in Frente
Revolucionaria de Timor-Leste Independente (FRETILIN), accentuando i suoi
caratteri anticoloniali e indipendentisti. Perse le elezioni del 29 luglio 1975,
l'UDT tentava con l'aiuto dell'Indonesia un colpo di Stato, che falliva grazie
all'intervento del braccio militare del FRETILIN, le Forças Armadas de
Libertacão Nacional de Timor-Leste (FALINTIL), che in due giorni con l'appoggio
popolare sgominava i golpisti. Nel frattempo l'Indonesia occupava diverse zone
ai confini, preparandosi all'invasione di Timor Est. Preso atto di ciò, il
FRETILIN, nella speranza di ostacolare i piani dell'Indonesia, il 28 novembre
proclamava l'indipendenza, non riconosciuta però dal Portogallo. Il 7 dicembre
1975, gli Indonesiani invadevano Timor Est, uccidendo migliaia di Timorensi, ma
riuscivano a garantirsi il controllo solo di parte della costa, mentre i
sopravvissuti del FALINTIL raggiungevano l'interno da dove cominciavano la
resistenza, che sarebbe durata anni. L’invasione dell’Indonesia suscitava la
forte e generale riprovazione internazionale, tuttavia Giacarta il il 29 giugno
1976 proclamava l'annessione di Timor Est. Con successive campagne militari,
attuate tra il 1977 e il 1979, le autorità indonesiane tentarono di soffocare la
resistenza del FRETILIN, causando, per le violenze dirette e la carestia, oltre
100 000 morti, mentre la protesta della comunità internazionale si esprimeva con
le numerose risoluzioni di condanna dell'Indonesia adottate in seno all'ONU. La
guerriglia degli indipendentisti del FRETILIN, tuttavia, non fu mai
definitivamente fiaccata e negli anni successivi Timor Est, lungi dall'essere
pacificata, dovette essere tenuta sotto uno stretto controllo militare. Nel
1998, dimessosi Suharto a Timor Est riprendevano le manifestazioni di massa in
favore dell'indipendenza e l'anno successivo, grazie all'intervento dell'ONU
veniva firmato un accordo trilaterale tra Indonesia, Portogallo e Nazioni Unite,
con cui veniva affidato all'UNAMET (organismo delle Nazioni Unite) il compito di
organizzare un referendum popolare per accettare o respingere il piano di
autonomia proposto dal governo indonesiano. Il risultato della consultazione del
30 agosto del 1999 portava alla definitiva proclamazione dell'indipendenza di
Timor Est. Dopo alcune settimane di terrore e di sanguinosi scontri scatenati
dai miliziani anti-indipendentisti filoindonesiani, l'ONU, inviava a Timor Est i
caschi blu della forza internazionale di pace sotto il controllo dell'INTERFET.
Preso atto della situazione, il 19 ottobre 1999 il Congresso di Jakarta
approvava una risoluzione che ratificava la separazione di Timor Est
dall'Indonesia. Il 24 ottobre successivo, quindi, il Consiglio di Sicurezza
delle Nazioni Unite decretava che Timor Est fosse sottoposta all'Amministrazione
transitoria da parte dell'ONU (UNTAET), fissando anche la data delle elezioni
per la nascente Assemblea Costituente. Le votazioni avevano luogo nell'agosto
2001 e segnavano la netta affermazione del FRETILIN, che però non riusciva a
conquistare la maggioranza qualificata necessaria per approvare immediatamente
una nuova Costituzione. Nell'aprile 2002 si tenevano invece le elezioni che
designavano il primo presidente della storia di Timor Est: a vincerle, con ampio
margine, era Xanana Gusmão, leader storico della guerra d'indipendenza.
Successivamente, in maggio veniva ufficialmente proclamata l'indipendenza della
Repubblica di Timor Est. Nel giugno 2006 si dimetteva il premier Mari
Alkatiri, coinvolto in uno scandalo relativo agli squadroni della morte, creati
per eliminare gli avversari politici, al suo posto veniva nominato Josè
Ramos-Horta.

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