Merci di scambio
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Grazie alle carovane, le merci venivano avviate in tutte le direzioni. La seta costituí a lungo il principale motivo animatore dei viaggi intrapresi dai mercanti centroasiatici e, in epoca piú tarda, nel XIII secolo, di quelli occidentali. Il prezzo di vendita della seta nei luoghi di destinazione era molte volte maggiore del prezzo d’acquisto in Cina: dedotte le spese di trasporto, pari forse alla metà del prezzo d’acquisto, il mercante poteva contare su un profitto estremamente alto, considerando anche il costo del viaggio di andata. Proprio per motivi squisitamente commerciali, era buona regola non partire a mani vuote ma portare con sé merci di scambio, inclusi i cavalli, preziosi mezzi di trasporto, ma anche tessuti e stoffe di lino. È chiaro che i mercanti diretti alla volta della Cina portassero con sé, sin dalla partenza o acquistandole lungo il tragitto, le mercanzie che piú scarseggiavano nel Paese orientale, insieme ai doni destinati agli imperatori o agli alti funzionari di Stato cinesi per ingraziarseli e ottenere la possibilità di commerciare. Alla volta della Cina viaggiavano numerosi prodotti, quali sostanze mediche utilizzate nella farmacopea o a fini dietetici.
Dalla Persia e dall’India venivano spezie e altre sostanze, portate dai Sogdiani e poi dai Persiani (coriandolo, chiodi di garofano, sandalo, noce moscata, cardamomo, mirra, ecc.). Non mancavano anche prodotti per soddisfare le necessità estetiche delle dame cinesi, quali i lapislazzuli e l’indaco che venivano usati per il trucco del viso, mentre le unghie si tingevano con lo henné utilizzato per i capelli. In Cina giungevano anche diamanti, perle, coralli e vetri di manifattura occidentale. Il diamante era utilizzato soprattutto come pietra da taglio, mentre gli oggetti di vetro provenienti prima dall’impero romano e poi dalla Sogdiana costituivano un raffinato «bene di lusso» fino a quando, all’incirca intorno al V secolo, i Cinesi non impararono l’arte della lavorazione del vetro, senza che ciò interrompesse tuttavia l’importazione di pezzi realizzati all’estero. La Cina non esportava soltanto seta, che costituiva ovviamente la merce maggiormente scambiata. Le spezie cinesi erano anch’esse molto rinomate: zenzero, ginseng, curcuma e cannella erano quindi particolarmente richieste dai mercanti occidentali. Non ultimo il tè, che nel corso del tempo e grazie alla iniziale mediazione dei Paesi arabi si sarebbe diffuso fino in Occidente.
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