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Musica e spettacolo
Spartiti interattivi
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Beethoven, Sonata Al chiaro di luna
Bizet, Carmen
Händel, Il Messia
Mozart, Sinfonia Praga
Rimskij-Korsakov, Shéhérazade
Schubert, Quintetto in la maggiore "La trota"
Schumann, Concerto per pianoforte in la minore op.54
Verdi, Messa da Requiem
Vivaldi, Le quattro stagioni



Antonio Vivaldi

Carattere distintivo della produzione strumentale di Antonio Vivaldi (1678-1741) è il rifiuto di ogni concezione astrattamente architettonica, in favore di uno stile aperto a suggestioni soggettive, ora liriche, ora drammatiche. Questo atteggiamento di fondo distingue l’opera di Vivaldi dall’oggettivismo classicheggiante di Arcangelo Corelli e si accompagna a un senso molto acuto dei valori timbrici, a volte perno del discorso compositivo. Questi elementi si mescolano con una poetica allineata alle esigenze di chiarezza, ordine e semplicità della contemporanea Arcadia letteraria con, in più, un gusto naturalistico che emerge soprattutto nelle composizioni “a programma”, tra cui le celebri Quattro stagioni.

Le quattro stagioni

Già prima di Antonio Vivaldi le stagioni avevano fornito argomento ai musicisti per balletti e divertimenti scenici. Jean-Baptiste Lully, per esempio, aveva composto un balletto sulle stagioni nel 1661. Vivaldi, tuttavia, è il primo ad affrontare il tema in una precisa forma strumentale di gruppo. Gli stessi sonetti esplicativi che precedono i quattro concerti (di autore ignoto, ma forse dello stesso Vivaldi) sarebbero stati aggiunti dopo, quando la musica era già stata composta ed eseguita da tempo. I concerti hanno dunque intenzioni descrittive, ma sempre sottomesse alle ragioni della musica e della forma. Musica e forma che riproducono lo schema del concerto settecentesco: così il sonno tra un temporale e una danza campestre, o il raccoglimento intorno al fuoco tra due bufere invernali, non sono altro che dei larghi, preceduti e seguiti da due movimenti allegri. I soli, ben saldati nell'organizzazione formale, possono offrire, attraverso i loro divertimenti modulanti, momenti descrittivi più intensi e liberi, quale il mormorio delle fonti, i canti degli uccelli o la caduta del viandante sul ghiaccio.

Stagioni nell’arte

Le stagioni sono da sempre motivo ispiratore della produzione artistica, musicale ma anche pittorica. Da un lato esse suggeriscono, infatti, paesaggi e atmosfere dai colori e dalle situazioni ogni volta differenti, permettendo all’artista di confrontarsi con tecniche e soluzioni ogni volta nuove. I temi ricorrenti sono allora la mietitura e la vendemmia, le tempeste estive e le nevicate invernali; i toni caldi dell’autunno e l’esplosione di colori della primavera. D’altro canto, le stagioni si prestano anche a una diversa lettura, meno descrittiva e più profonda, che ha portato a rappresentazioni allegoriche del tema. In questo senso, le stagioni si associano infatti al ciclo della vita e diventano così simbolo dei diversi momenti dell’esistenza: la giovane freschezza della primavera si contrappone alla calma melanconica dell’autunno, la pienezza dell’estate fa da contraltare al gelo dell’inverno, al lento morire che lascia poi il passo al rinascere.


L'autore e il tempo

Note di colori