








|
Antonio Vivaldi
Carattere distintivo della produzione strumentale di
Antonio Vivaldi (1678-1741) è il rifiuto di ogni
concezione astrattamente architettonica, in favore di
uno stile aperto a suggestioni soggettive, ora liriche,
ora drammatiche. Questo atteggiamento di fondo distingue
lopera di Vivaldi dalloggettivismo classicheggiante
di Arcangelo Corelli e si accompagna a un senso molto
acuto dei valori timbrici, a volte perno del discorso
compositivo. Questi elementi si mescolano con una poetica
allineata alle esigenze di chiarezza, ordine e semplicità
della contemporanea Arcadia letteraria con, in più,
un gusto naturalistico che emerge soprattutto nelle
composizioni a programma, tra cui le celebri
Quattro stagioni. |
Le quattro stagioni
Già prima di Antonio Vivaldi le stagioni avevano
fornito argomento ai musicisti per balletti e divertimenti
scenici. Jean-Baptiste Lully, per esempio, aveva composto
un balletto sulle stagioni nel 1661. Vivaldi, tuttavia,
è il primo ad affrontare il tema in una precisa
forma strumentale di gruppo. Gli stessi sonetti esplicativi
che precedono i quattro concerti (di autore ignoto,
ma forse dello stesso Vivaldi) sarebbero stati aggiunti
dopo, quando la musica era già stata composta
ed eseguita da tempo. I concerti hanno dunque intenzioni
descrittive, ma sempre sottomesse alle ragioni della
musica e della forma. Musica e forma che riproducono
lo schema del concerto settecentesco: così il
sonno tra un temporale e una danza campestre, o il raccoglimento
intorno al fuoco tra due bufere invernali, non sono
altro che dei larghi, preceduti e seguiti da due movimenti
allegri. I soli, ben saldati nell'organizzazione formale,
possono offrire, attraverso i loro divertimenti modulanti,
momenti descrittivi più intensi e liberi, quale
il mormorio delle fonti, i canti degli uccelli o la
caduta del viandante sul ghiaccio. |
Stagioni nellarte
Le stagioni sono da sempre motivo ispiratore della produzione
artistica, musicale ma anche pittorica. Da un lato esse
suggeriscono, infatti, paesaggi e atmosfere dai colori
e dalle situazioni ogni volta differenti, permettendo
allartista di confrontarsi con tecniche e soluzioni
ogni volta nuove. I temi ricorrenti sono allora la mietitura
e la vendemmia, le tempeste estive e le nevicate invernali;
i toni caldi dellautunno e lesplosione di
colori della primavera. Daltro canto, le stagioni
si prestano anche a una diversa lettura, meno descrittiva
e più profonda, che ha portato a rappresentazioni
allegoriche del tema. In questo senso, le stagioni si
associano infatti al ciclo della vita e diventano così
simbolo dei diversi momenti dellesistenza: la
giovane freschezza della primavera si contrappone alla
calma melanconica dellautunno, la pienezza dellestate
fa da contraltare al gelo dellinverno, al lento
morire che lascia poi il passo al rinascere.
|
|
|
 

 
|
|