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Se gli anni Cinquanta
erano stati l'epoca d'oro del rock'n'roll, i Sessanta
furono il decennio del beat, della psichedelia e degli
hippies. L'ingenuità e la freschezza che avevano
caratterizzato i tempi di Elvis, Buddy Holly e Jerry
Lee Lewis vanno via via offuscandosi, lasciando spazio
a una musica più problematica e ribelle.
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| Per il rock gli anni
Settanta sono un'epoca di estremizzazioni: la fantasiosa
psichedelia si trasforma nel complesso progressive;
le esuberanti chitarre soliste si cristallizzano nell'hard
rock e successivamente nell'heavy metal; la grezza energia
del garage e del beat confluiscono nella rabbia nichilistica
del punk.
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Come
conseguenza della violenta cesura del punk, negli anni
Ottanta il rock sembra scindersi in due correnti distinte.
Da una parte, la new wave prosegue il discorso iniziato
da Sex Pistols e soci, ma in forme più meditate
e mediate; dall'altra, prende piede una musica di puro
intrattenimento, molto legata al culto dell'immagine
e del successo.
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Dopo gli eccessi
glam del decennio precedente, gli anni Novanta si aprono
con una nuova rivoluzione: il grunge. I Nirvana di Kurt
Cobain sono gli alfieri di un movimento che impone il
ritorno alle forme più semplici e dirette del
rock, spazzando via inutili sovrastrutture. D'altro
lato, si assiste al grande e prolifico sviluppo della
musica elettronica.
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